Oltre il 70% dei giovani ha conosciuto ansia, depressione e disturbi dell’umore. Al via collaborazione tra Cnop e Cng 

Oltre il 70% dei giovani ha conosciuto ansia, depressione e disturbi dell’umore. Al via collaborazione tra Cnop e Cng 

Oltre il 70% dei giovani ha conosciuto ansia, depressione e disturbi dell’umore. Al via collaborazione tra Cnop e Cng 
Il 65% dei giovani ritiene che chi soffre di difficoltà psicologiche sia discriminato. È quanto emerge da una ricerca del Consiglio nazionale dei giovani. Pisani (Cng ): “Serve un impegno concreto per garantire supporto e prevenzione”. Lazzari (Cnop): “Riconoscere il ruolo della psicologia nella salute pubblica è una priorità per il benessere delle nuove generazioni”

Tra i giovani, sette su dieci hanno vissuto periodi di ansia, depressione o altri disturbi dell’umore, spesso legati a stress lavorativo, problemi familiari e pressioni sociali. Un disagio che li colpisce molto più degli adulti.

È quanto emerge dalla ricerca promossa dal Consiglio Nazionale dei Giovani (Cng), presentata in occasione della firma di un Protocollo d’Intesa tra il Cng e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (Cnop).

“Il 65% dei giovani ritiene che chi soffre di difficoltà psicologiche sia discriminato, mentre oltre il 70% ha sperimentato ansia, depressione o disturbi dell’umore, spesso legati a stress lavorativo, problemi familiari e pressioni sociali – dichiara Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani –. Non possiamo più considerare questo fenomeno un problema individuale, ma una vera e propria emergenza sociale che richiede risposte concrete, sempre più urgenti. Il protocollo d’intesa tra il CNG e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi va esattamente in questa direzione: vogliamo promuovere iniziative di ascolto e formazione per garantire ai giovani strumenti di supporto. Ringrazio il Presidente David Lazzari per aver condiviso con noi questo impegno e per la sua costante attenzione al benessere psicologico delle nuove generazioni.”

“I sistemi sanitari devono riconoscere il ruolo centrale della psicologia nella salute e nel benessere delle persone, soprattutto dei giovani, sempre più colpiti da un disagio diffuso che incide sullo sviluppo, sul rendimento scolastico e sulla vita sociale, con conseguenze a lungo termine. L’aumento di queste fragilità, amplificato dai cambiamenti sociali e dall’incertezza sul futuro, richiede risposte strutturate – spiega David Lazzari, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi – La scuola, luogo chiave per la crescita e la prevenzione, deve diventare un punto di riferimento per il benessere psicologico. È fondamentale attuare al meglio la normativa approvata con la legge di bilancio e potenziare le risorse, superando la frammentazione attuale e garantendo un supporto stabile, accessibile e vicino ai bisogni reali degli studenti. Investire nella prevenzione significa non solo tutelare le nuove generazioni, ma anche evitare costi sociali ed economici elevati derivanti da un disagio non affrontato”.

La ricerca del Consiglio Nazionale dei Giovani, realizzata con il supporto tecnico dell’Istituto Piepoli, evidenzia come lo stress lavorativo sia la principale causa di disagio per i giovani, con il 46% degli intervistati che lo indica come fattore determinante, seguito dai problemi familiari (40%) e dalle pressioni sociali (30%). Riconoscere i segnali del malessere è essenziale: per il 52% il cambiamento di umore è il primo campanello d’allarme, mentre il 51% identifica l’isolamento sociale come sintomo di difficoltà. Inoltre, il 28% segnala i comportamenti a rischio come indicatori preoccupanti, seguiti dalle difficoltà scolastiche (7%). Per affrontare queste problematiche, i giovani adottano diverse strategie. Il 46% si affida alla terapia individuale, mentre il 40% trova sollievo nell’attività sportiva. Gruppi di supporto, arte e musica rappresentano ulteriori strumenti efficaci per contrastare ansia e depressione. Tuttavia il 65% ritiene che chi soffre di difficoltà psicologiche sia discriminato. Per rispondere a queste criticità, il 53% dei giovani ritiene necessario ampliare i servizi di supporto psicologico, mentre il 36% chiede una riorganizzazione più efficace delle risorse già esistenti.

Attraverso la firma del Protocollo d’Intesa, il Consiglio Nazionale dei Giovani e il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi si impegnano a promuovere percorsi di informazione e sensibilizzazione rivolti alle organizzazioni giovanili e ai giovani oltre a lavorare insieme per presentare alle Istituzioni proposte concrete per contrastare il disagio psicologico nelle nuove generazioni.

03 Marzo 2025

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