Orario di lavoro e responsabilità professionale. Fesmed: “Rispettare le norme e no ad auto-assicurazione strutture”

Orario di lavoro e responsabilità professionale. Fesmed: “Rispettare le norme e no ad auto-assicurazione strutture”

Orario di lavoro e responsabilità professionale. Fesmed: “Rispettare le norme e no ad auto-assicurazione strutture”
La Federazione chiede il puntuale rispetto delle pause e dei riposi. Ma non solo, sulla responsabilità professionale: “Obbligo assicurazione per tutte le strutture”. E poi sull’intramoenia: “Aziende rilascino agli utenti una fattura nella quale siano indicati chiaramente l’onorario del medico e le ritenute operate dall’azienda in maniera diretta ed indiretta”.

In occasione del Convegno “Verso un nuovo contratto”, dello scorso 22 e 23 novembre, la Fesmed ha riunito a Rimini i suoi rappresentanti regionali e aziendali per discutere sugli scenari sindacali che si prospettano per il prossimo futuro.
 
Dopo due giorni di lavori è emersa una piattaforma comune sui punti caldi che saranno il vulnus dell’attività della Federazione. Vediamo quali sono.
 
In primis i medici  “chiedono alle Aziende e ai colleghi il puntuale rispetto delle pause e dei riposi, per incidere positivamente sul rischio clinico e ai rappresentanti nazionali di perseguire il recupero di almeno una parte delle prerogative già previste per le relazioni sindacali e abolite dal D.leg. 150/2009”.
 
Tema caldo anche quello della responsabilità professionale. E la Fesmed ha le idee chiare sul da farsi. “L’esercente la professione sanitaria – si legge in una nota – , nello svolgimento della propria attività con finalità terapeutica secondo le regole dell'arte e nel rispetto della normativa vigente, risponde dei danni derivanti da tali attività solo nei casi di dolo e colpa grave, sia in caso di azione civile diretta che per azione amministrativa indiretta”. Per quanto riguarda la responsabilità civile per danni a persone causati dal personale sanitario medico e non medico, occorsi in una struttura sanitaria pubblica, privata accreditata e privata, ivi compresa l’attività libero-professionale intramuraria, essa per la Fesmed dovrò essere “sempre a carico della struttura stessa”.
 
Sull’argomento assicurazioni la Fesmed è d’accordo sull’”obbligo della polizza assicurativa per la responsabilità civile, per tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, direttamente con una compagnia assicurativa o attraverso un sistema regionale, escludendo ogni forma di auto-assicurazione”.
 
In tema di straordinari i medici dirigenti “chiedono ai colleghi di non accettare di svolgere alcuna attività oltre l’orario di lavoro contrattuale, se non ne è prevista la retribuzione sotto forma di lavoro straordinario o di libera professionale ad integrazione dell’attività istituzionale, richiesta dall’azienda ai propri dirigenti “allo scopo di ridurre le liste di attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza di organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti con personale in possesso dei requisiti di legge, in accordo con le equipes interessate e nel rispetto delle direttive regionali in materia” (CCNL 3.11.2005. artt. 14 e 18)”.
 
Infine la libera professione intramoenia, su cui Fesmed chiede “alle Aziende di rilasciare agli utenti, che richiedono prestazioni in libera professione intramuraria, una fattura nella quale siano indicati chiaramente l’onorario del medico e le ritenute operate dall’azienda in maniera diretta ed indiretta”.

25 Novembre 2013

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