Oss. Fp Cgil a Regioni: “Perché non riconoscere finalmente il ruolo socio sanitario come previsto dalla Legge Lorenzin?” 

Oss. Fp Cgil a Regioni: “Perché non riconoscere finalmente il ruolo socio sanitario come previsto dalla Legge Lorenzin?” 

Oss. Fp Cgil a Regioni: “Perché non riconoscere finalmente il ruolo socio sanitario come previsto dalla Legge Lorenzin?” 
“Perché non è ancora istituita una figura univoca con formazione univoca, ed utilizzo univoco su tutto il territorio nazionale? La cosiddetta ‘terza s’ non è una risposta, ed inoltre ci chiediamo dove sia prevista contrattualmente. Perdonateci, ma forse vi sfuggono dei ‘dettagli’. Riconoscete una volta per tutte la reale funzione della nostra figura”. Così il Coordinamento Nazionale Oss Fp Cgil

“Abbiamo letto la proposta che la Conferenza delle Regioni ha approvato e che verrà sottoposta al Governo. Con grande sorpresa, ci siamo scoperti ‘provvidenziali’ nella tenuta del sistema in questa fase emergenziale”. Così il Coordinamento Nazionale degli Operatori Socio Sanitari della Fp Cgil a margine del documento delle Regioni che prevede, oltre alla possibilità per gli Oss di praticare il tampone in questa fase emergenziale da Covid-19 (possibilità a cui è seguito il parere contrario della Fnopi), anche la riattivazione del loro percorso di formazione complementare in assistenza sanitaria, già previsto dall’Accordo Stato Regioni del 16 gennaio 2003.

“Subito – incalzano gli Oss della Fp Cgil – ci siamo posti le stesse domande che da anni poniamo ai decisori: perché non riconoscere il ruolo socio sanitario come previsto dalla Legge Lorenzin? Perché non è ancora istituita una figura univoca con formazione univoca, ed utilizzo univoco su tutto il territorio nazionale? La cosiddetta ‘terza s’ (l’articolata proposta per un Servizio Socio Sanitario Nazionale – SSSN da parte della stessa CGIL ndr) non è una risposta, ed inoltre ci chiediamo dove sia prevista contrattualmente. Perdonateci, ma forse vi sfuggono dei ‘dettagli’. Perché non definire in modo meno fumoso le nostre competenze, ed evitare di umiliarci utilizzandoci come fossimo delle pedine, a seconda dei bisogni di questa o quella Direzione? Ed in ultimo, perché siamo indispensabili solo oggi?”.

Infatti, la legge 3/2018, cosiddetta “Legge Lorenzin” prevedeva all’art. 5 l’“Istituzione dell'area delle professioni sociosanitarie” e al comma 5 specificava che: “… sono compresi nell'area professionale di cui al presente articolo i preesistenti profili professionali di operatore socio-sanitario, assistente sociale, sociologo ed educatore professionale…”. Tuttavia il Ministero della Salute non solo non ha ancora dato seguito all’attuazione dell’Area delle professioni sociosanitarie, ma nel contenzioso con il Migep dichiarava l’Oss quale “operatore di interesse sanitario”.

“E poi ci diciamo che noi crediamo nella Sanità Pubblica e nella Salute Pubblica – proseguono dal Coordinamento Nazionale Oss Fp Cgil – , e che non ci stiamo tirando indietro nel dare il nostro contributo. Ma vogliamo regole certe. Impegni scritti e non verbi declinati al futuro. Ma allora riconoscete una volta per tutte la reale funzione della nostra figura. Non continuate a fare promesse. Non ci umiliate ancora. Non lasciateci alla mercé di responsabilità che non ci competono, esponendoci a rischi di carattere patrimoniale o peggio, penale. E non prendeteci in giro affermando che l’effettuazione di un tampone non è una procedura invasiva, perché è offensivo per chi lo afferma, e dimostra che non sa cosa significa ricevere un tampone”.

“Ora è il momento di dare delle risposte serie a migliaia di Operatori Socio Sanitari. Noi le nostre, le diamo quotidianamente”, concludono.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

09 Novembre 2020

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