Pediatri. Il 64% delle famiglie preferisce quelli del Ssn. L’indagine Soleterre e Emg Acqua

Pediatri. Il 64% delle famiglie preferisce quelli del Ssn. L’indagine Soleterre e Emg Acqua

Pediatri. Il 64% delle famiglie preferisce quelli del Ssn. L’indagine Soleterre e Emg Acqua
Solo il 12% delle famiglie intervistate si rivolge ai pediatri privati. Ma più le patologie sono gravi, maggiore è la tendenza di rivolgersi a strutture specializzate. Larga fiducia da parte degli italiani al servizio pediatrico pubblico e ai servizi erogati: l’82% degli intervistati è molto/abbastanza soddisfatto dei pediatri pubblici, l’80% dei medici di base e il 79% delle pediatrie. Ma il pediatra privato conquista il 91% dei consensi. IL SONDAGGIO.

Larga fiducia da parte degli italiani nel servizio pediatrico pubblico, secondo quanto emerge dal sondaggio “La percezione del servizio pediatrico e l’atteggiamento verso il paziente in Italia”, promosso dall’Organizzazione Umanitaria Soleterre (attiva da anni a sostegno dei bambini onco-malati nelle strutture sanitarie pediatriche pubbliche con un Programma in 5 Paesi, tra cui l’Italia) e EMG Acqua.

Attraverso il sondaggio, realizzato su un campione costituito da più di 2.000 famiglie, per un totale di circa 4.000 individui, distribuito su 700 comuni italiani, è emerso che il 64% delle famiglie italiane porta i propri figli (0 -14 anni) dal pediatra pubblico e in generale presso i servizi del sistema sanitario nazionale. Il 12% si rivolge invece ai pediatri privati, una percentuale che si alza al 18% nel Nord Ovest del Paese e, in generale, al 19% quando i figli hanno meno di 5 anni. “Dunque sono principalmente le famiglie più giovani (18-30 anni) a rivolgersi al privato”, spiegano Soleterre in una nota.
 
La scelta del medico dipende soprattutto dalle patologie: maggiore è la loro gravità, maggiore è la tendenza di rivolgersi a strutture specializzate. Per le patologie più gravi si preferisce il pediatra privato (22%), sul quale è possibile operare una scelta, e la pediatria ospedaliera (35%), che garantisce una molteplicità di servizi in una stessa struttura. Se un figlio avesse una malattia problematica il 49% degli intervistati si rivolgerebbe a una struttura italiana, il 17% ad una privata. Il survey mostra da parte degli italiani una larga fiducia al servizio pediatrico pubblico e ai servizi erogati: l’82% per i pediatri pubblici, l’80% per i medici di base e il 79% per le pediatrie.

La ricerca affronta anche la questione dell’approccio del personale medico e sanitario negli ospedali italiani. Il 31% lo giudica “professionale e attento”, il 25% “cordiale e aperto”, il 21% “distaccato e freddo”. Le percentuali più alte su atteggiamenti negativi da parte del personale si ritrovano al Sud e nelle Isole: dove il 25% percepisce un atteggiamento “distaccato e freddo” e il 10% “scontroso e indisponibile”. “Un dato, quest’ultimo, che dovrebbe essere tenuto in considerazione dalle strutture ospedaliere dal momento che la maggior parte degli intervistati ritiene che un approccio positivo influenzi la guarigione (il 36% pensa che sia molto influente e il 46% abbastanza influente)”, commenta l’organizzazione.

Dall’analisi emerge anche che il 50% ha dichiarato di aver avuto difficoltà ad affrontare alcune spese obbligatorie nell’ultimo anno: per il 20% delle famiglie queste spese riguardano le cure dei figli.

“Le famiglie italiane affidano la cura dei loro figli principalmente al sistema sanitario nazionale e sono soddisfatte dei servizi erogati – dice Damiano Rizzi, presidente di Soleterre – Un atteggiamento che vale ancora di più quando le patologie sono più gravi. Noi che ci occupiamo di cancro pediatrico sappiamo bene che solo le strutture pubbliche possono e potranno garantire cure di qualità per questa patologia ed è dunque necessario rafforzare i reparti garantendo risorse umane e finanziarie”.

Per Rizzi “è necessario anche combattere la tossicità finanziaria legata al cancro, facendo in modo che le famiglie non entrino in difficoltà finanziarie a causa della malattia e che a tutti i bambini, indipendentemente dalla condizione socio-economica in cui si trovano, sia garantito l’accesso a cure efficaci. Questo vale anche per quei servizi ormai ritenuti indispensabili come il sostegno psicologico in reparto: esso è fondamentale soprattutto per i bambini malati di cancro e le loro famiglie”.

19 Aprile 2017

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