Piano cronicità. Lazzari (Ordine Psicologi): “Sfida culturale da vincere. La nostra professione può dare un grande contributo”

Piano cronicità. Lazzari (Ordine Psicologi): “Sfida culturale da vincere. La nostra professione può dare un grande contributo”

Piano cronicità. Lazzari (Ordine Psicologi): “Sfida culturale da vincere. La nostra professione può dare un grande contributo”
Il richiamo del Piano al buon uso delle competenze psicologiche è assolutamente coerente con l’obiettivo del sistema di essere “patient-centred”, sapendo integrare nei diversi momenti - diagnostico-valutativi e di intervento – gli aspetti biomedici e psicosociali delle persone con cronicità e trattando in tal modo l’essere umano nella sua interezza, aprendosi anche ad una prospettiva di riduzione della cronicità stessa e del suo “peso” nella vita della persona.

Come Psicologi non possiamo non apprezzare la visione che emerge dal Piano della Cronicità e l’impianto organizzativo che ne deriva. Si tratta di un grande tentativo di innovazione e di rendere un sistema nato per la cura delle malattie acute più adatto ad affrontare quelle croniche, che peraltro impegnano gran parte delle risorse professionali ed economiche.

E’ noto che nelle patologie croniche il ruolo della persona è cruciale, la pratica e una vasta letteratura ci dicono che il modo di affrontare e gestire il problema da parte del paziente e dei suoi caregivers, ma anche degli stessi operatori, fa la differenza. Ecco che allora il concetto di “approccio basato sulla persona” e di “alleanza terapeutica” non sono più slogan ma necessità operative concrete che vanno affrontare in modo consapevole ed adeguato.
Da anni si sono attivate ricerche ed esperienze di collaborazione su questi temi che mostrano i vantaggi della integrazione di competenze ed interventi psicologici in questo ambito, secondo definiti criteri di appropriatezza. Abbiamo i dati di efficacia clinica e gestionale di questa integrazione ed anche i dati economici, che ci mostrano che promuovere vissuti e comportamenti più funzionali e ridurre disagio e stress fanno risparmiare. Gli interventi psicologici, in sostanza, si pagano da soli.

Il richiamo del Piano al buon uso delle competenze psicologiche (oggi purtroppo molto carenti) è quindi assolutamente coerente con l’obiettivo del sistema di essere “patient-centred”, sapendo integrare nei diversi momenti – diagnostico-valutativi e di intervento – gli aspetti biomedici e psicosociali delle persone con cronicità e trattando in tal modo l’essere umano nella sua interezza, aprendosi anche ad una prospettiva di riduzione della cronicità stessa e del suo “peso” nella vita della persona e del suo contesto.

Si tratta di una sfida culturale prima che organizzativa, che è necessario vincere se vogliamo un sistema equo, sostenibile ed efficace. Vincerla dipende molto dalla capacità delle organizzazioni e delle professioni di sviluppare approcci nuovi, sinergie ed integrazioni. La nostra è una professione molto orientata allo sviluppo delle relazioni e delle risorse, dentro il sistema e verso i suoi utenti, e – se ben utilizzata – potrà dare un significativo contributo a tradurre le parole in azioni operative.
 
David Lazzari
Esecutivo nazionale Ordine Psicologi

David Lazzari

01 Agosto 2016

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