Proroga libera professione per il comparto. Silvestro (Fials): “Il vero punto è rimuovere gli ostacoli”

Proroga libera professione per il comparto. Silvestro (Fials): “Il vero punto è rimuovere gli ostacoli”

Proroga libera professione per il comparto. Silvestro (Fials): “Il vero punto è rimuovere gli ostacoli”
La responsabile del Coordinamento delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie della Fials interviene sulla proroga al 2027 della norma del 2021 e sottolinea: “Le potenzialità iniziali della norma sono naufragate tra le successive frapposte difficoltà e vincoli posti per la sua effettiva realizzazione dalle Regioni e dalle Aziende sanitarie. Spiace constatare come vi è stato una seppur minima modifica del testo normativo al fine di favorirne la reale applicabilità”.

La proroga della possibilità per i professionisti sanitari del comparto di esercitare la libera professione servirà a poco, se non si eliminano gli ostacoli che hanno reso così difficile l’applicazione della norma originaria del 2021. Ne è convinta Annalisa Silvestro, responsabile del Coordinamento delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie della Fials.

“Alcuni giorni fa – spiega Silvestro in una nota -, con uno specifico emendamento al Disegno di legge “Prestazioni sanitarie”, il Senato ha prorogato al 31/12/2027 la norma che prevede la possibilità per le professioni sanitarie del comparto di effettuare attività in libera professione attraverso una attenuazione del vincolo di esclusività. La proroga non ha avuto una grande eco mediatica se non un commento critico sulle reali ricadute del disposto ed uno positivo per affermare che tale proroga favorirebbe una aleatoria qualità dell’assistenza sul territorio. La tenue attenzione suscitata dalla proroga è più che spiegabile per il fatto che, ad oggi, la norma originaria non ha prodotto significative ricadute né per i professionisti sanitari del comparto né per la qualità assistenziale e tantomeno per l’assistenza nel territorio e nelle strutture residenziali territoriale”.

“Le potenzialità iniziali sottese alla norma – precisa la responsabile del Coordinamento delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie della Fials – sono infatti naufragate tra le successive frapposte difficoltà e vincoli posti per la sua effettiva realizzazione dalle Regioni e dalle Aziende sanitarie. Da subito, in realtà, era apparso evidente dopo la lettura dell’articolato e delle indicazioni della Conferenza delle Regioni che quella che era stata definita una norma “epocale e rivoluzionaria” rischiava fortemente di risolversi in un nulla di fatto. Ed infatti se da una parte veniva attenuato per legge il vincolo dell’incompatibilità per i professionisti sanitari del comparto, dall’altra le Regioni e le Aziende frapponevano una serie di paletti cogenti e non facilmente superabili per rendere molto difficoltoso se non impossibile l’esercizio libero professionale”.

Il professionista, spiega Silvestro, “poteva esercitare in modalità libero professionale solo dopo aver avuto il placet dell’Azienda di appartenenza che doveva/poteva – e che ancora deve/può – verificare e formalizzare che la fruizione di tale possibilità non comporta nocumento all’assistenza, alla predefinita organizzazione del lavoro, all’abbattimento delle liste d’attesa ed essere rispettosa dei vincoli di legge sull’orario di lavoro”.

Per la responsabile del Coordinamento delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie della Fials “era evidente che la carenza di personale in generale con organici diffusamente sottodimensionati, la necessità di ricorrere frequentemente allo straordinario oltre che all’effettuazione di prestazioni aggiuntive per diminuire le liste d’attesa non avrebbe certo reso facile l’ottenimento del placet. Quella evidenza è forse ancora più marcata oggi”.

Dunque, commenta Silvestro, “spiace constatare come vi è stato una seppur minima modifica del testo normativo al fine di favorirne la reale applicabilità e spiace anche temere che ben poco verrà fatto per la realizzabilità della norma da parte di Regioni e Aziende la cui posizione se rimarrà invariata dimostrerà che è facile affermare ciò che si fa ben poco per concretizzare”.

“Fials – conclude la responsabile del Coordinamento delle Professioni Sanitarie e Sociosanitarie della Fials – ha mantenuto nel tempo l’impegno per la effettiva possibilità di esercizio libero professionale anche per il comparto tant’è che nella predisposizione dell’articolato contrattuale per il rinnovo del ccnl 2022/24 ne aveva proposto la contrattualizzazione Come Fials riteniamo che debba essere costante l’impegno affinché vengano superate le condizioni che impediscono l’esercizio libero professionale ai professionisti sanitari del comparto perché non devono esserci ingiustificate discriminazioni tra gli appartenenti allo stesso team clinico assistenziale”.

14 Marzo 2025

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