Recovery Plan. Fials: “Senza libretto d’istruzioni il piano non funziona”

Recovery Plan. Fials: “Senza libretto d’istruzioni il piano non funziona”

Recovery Plan. Fials: “Senza libretto d’istruzioni il piano non funziona”
Il segretario Carbone: “Nessuno ancora ha capito dal Recovery Plan come saranno utilizzate le risorse e il giocattolo rischia di restare inutilizzato. Intanto i reparti ospedalieri sono sguarniti di personale e i vaccini per proteggerlo non bastano: la sanità è alla deriva”

“Le emergenze del Paese 'possono essere fronteggiate soltanto attraverso l'utilizzo rapido ed efficace delle grandi risorse predisposte dall'Ue', ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma nessuno ancora ha capito dal Recovery Plan come saranno utilizzate e il giocattolo rischia di restare inutilizzato. Intanto i reparti ospedalieri sono sguarniti di personale e i vaccini per proteggerlo non bastano: la sanità è alla deriva. Mancano sufficienti risorse sui territori per pagare il lavoro svolto dagli operatori in prima linea contro il Covid e per la somministrazione dei vaccini poiché di fatto scarseggiano gli stanziamenti previsti dalla legge di Bilancio per tutte le realtà del sistema sanitario regionale nel 2021”. Questa la denuncia di Giuseppe Carbone, segretario generale Fials.
 
Mentre le consultazioni per la crisi di governo concentrano l'attenzione mediatica, in Commissione Bilancio alla Camera sono state audite le parti sociali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Come sindacato, riscontriamo evidenti falle nel testo in discussione: dove sono le indicazioni per procedere spediti? Mancano strumenti e cronoprogramma – prosegue – abbiamo letto solo slogan e proditorie intenzioni, ma il tempo stringe e l'emergenza incalza. É un elaborato fumoso che non contiene costi e impatti su Pil e occupazione: in altre parole non c'è il libretto delle istruzioni. Se il focus è davvero il lavoro in sanità, ravvisiamo lacune impressionanti”.
 
“In questa seconda versione del Recovery Plan – attacca Carbone – chiediamo in particolare che nella missione salute per il rafforzamento della rete dell’assistenza territoriale, vengano meglio definiti funzionalità e ruolo delle Case di Comunità e dell'Ospedale di Comunità, laddove quest'ultimo deve essere per le acuzie, mentre il territorio diventa protagonista. La missione non è corredata dalla previsione d'impatto occupazionale, anche sotto il profilo formativo al fine di sviluppare le competenze tecnico-professionali, digitali e manageriale dei professionisti della sanità, nonché di colmare le carenze sia di infermieri che di alcune figure specialistiche mediche. Una previsione atta a delineare il quadro della capacità dei vari investimenti di contribuire a qualità e quantità occupazionale affinché si eviti l'esternalizzazione dei servizi. Non vorremmo che si facciano le nozze coi fichi secchi pretendendo di realizzare il progetto con le dotazioni di organico già esistenti. Invochiamo l'immediato coinvolgimento delle parti sociali per chiarire questo aspetto”.
 
Per quanto riguarda la sanità digitale, Fials auspica che non rimanga un libro dei sogni avulso dal reale, soprattutto per telemedicina, formazione continua e fascicolo sanitario elettronico, che rappresenta il vero strumento della sanità del futuro, e non può e non deve tardare ancora nel vedere la luce. Ricordiamo che gli investimenti delle due componenti della missione salute sono divisi in quattro progetti per un ammontare di 18,01 mld di euro a cui si aggiungono risorse React Ue per 1,71 mld, per complessivi 19,72 mld. E sul piano vaccini, Fials esprime grande preoccupazione per i ritardi. “Siamo solidali – conclude il segretario generale Fials – con infermieri, medici, operatori sanitari e cittadini che vedono disattese le loro legittime aspettative di efficienza e organizzazione del sistema salute ai massimi livelli”.
 
 
 

01 Febbraio 2021

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