Riforma accesso a Medicina. Siaarti: “Pronti a collaborare su orientamento nelle scuole, ma restano dubbi su qualità formativa”

Riforma accesso a Medicina. Siaarti: “Pronti a collaborare su orientamento nelle scuole, ma restano dubbi su qualità formativa”

Riforma accesso a Medicina. Siaarti: “Pronti a collaborare su orientamento nelle scuole, ma restano dubbi su qualità formativa”
Resta il nodo dell’alto forte incremento degli studenti ammessi. Bignami: "Numeri così elevati rischiano di compromettere la qualità della didattica frontale e della formazione pratica nei tirocini, con possibili ripercussioni sul livello di preparazione dei futuri medici e specialisti. Non siamo convinti che questo nuovo assetto organizzativo possa realmente garantire un effettivo diritto allo studio e una formazione equa per tutti, soprattutto per la parte pratica”.

La Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) accoglie “con interesse” l’approvazione definitiva della riforma dell’accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Medicina Veterinaria e si rende “disponibile” a collaborare con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per l’attuazione delle iniziative di orientamento nelle scuole secondarie superiori. Tuttavia per la Siaarti restano dubbi sulla capacità delle Università di mantenere alta la qualità della formazione a fronte di un numero molto più alto di studenti ammessi.

Insomma, luci ed ombre. “Uno degli aspetti qualificanti della riforma è proprio l’attività di orientamento, che rappresenta un’opportunità concreta per avvicinare gli studenti alle discipline sanitarie, promuovendo la consapevolezza dell’importanza e il fascino di specialità mediche come l’Anestesia e Rianimazione”, spiega in una nota la Siaarti, che ritiene “fondamentale sensibilizzare i giovani sulla necessità di coltivare una vocazione verso queste specializzazioni, cruciali per il sistema sanitario e per la gestione delle emergenze ad alta complessità”.

“Siamo pronti a offrire il nostro contributo nell’ambito dell’orientamento scolastico, affinché gli studenti possano maturare scelte più informate e motivate verso le professioni sanitarie, in particolare quelle dell’area critica”, dichiara Elena Bignami, presidente Siaarti.

Accanto alle opportunità offerte dalla riforma permangono tuttavia, come accennato, alcune preoccupazioni. La presidente Siaarti esprime dubbi sulla capacità delle università di garantire una didattica di qualità e un’adeguata formazione pratica con l’incremento degli studenti ammessi. “Numeri così elevati rischiano di compromettere la qualità della didattica frontale e della formazione pratica nei tirocini, con possibili ripercussioni sul livello di preparazione dei futuri medici e specialisti. Non siamo convinti che questo nuovo assetto organizzativo possa realmente garantire un effettivo diritto allo studio e una formazione equa per tutti, soprattutto per la parte pratica”, sottolinea Bignami.

A destare ulteriori timori è il combinato disposto tra questa riforma e le disposizioni del cosiddetto “Decreto Calabria” e dei successivi provvedimenti, che consentono ai medici specializzandi, già dal secondo anno di corso, di partecipare ai concorsi per le assunzioni nelle aziende sanitarie. “Se non si pone un’adeguata attenzione alla qualità della formazione, il rischio è che i giovani medici vedano ridotti non solo gli anni di formazione effettiva, ma anche la loro preparazione a causa del sovraffollamento e della necessità di entrare subito in mondo del lavoro caratterizzato dalla carenza di organico”, prosegue la presidente SIAARTI. “Ciò potrebbe avere ripercussioni negative sulla qualità dell’assistenza sanitaria, specialmente nelle discipline ad alta complessità come la nostra”.

Siaarti ritiene che sia “il momento di aprire una riflessione più ampia sulla durata del percorso formativo in Medicina e Chirurgia e sulla specializzazione.” “Potremmo immaginare un corso di laurea in Medicina ridotto a quattro anni, con un percorso di specializzazione della durata di altri quattro anni: i primi due senza possibilità di assunzione e gli ultimi due con una crescente autonomia professionale”, suggerisce la presidente Bignami. “Questa potrebbe essere una strada per garantire una formazione più mirata e di qualità, evitando il rischio di medici formati in tempi ridotti ma con competenze non adeguate”.

L’auspicio di Siiarti è che “i decreti legislativi attuativi della riforma tengano conto di queste criticità” e si rende disponibile a “un confronto costruttivo con le istituzioni per individuare soluzioni che possano coniugare l’aumento dell’accesso con la necessaria garanzia di qualità formativa”.

18 Marzo 2025

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