Riforma del 118. Gli operatori chiedono coinvolgimento: “Non si può ridisegnare il sistema senza chi lo vive ogni giorno”

Riforma del 118. Gli operatori chiedono coinvolgimento: “Non si può ridisegnare il sistema senza chi lo vive ogni giorno”

Riforma del 118. Gli operatori chiedono coinvolgimento: “Non si può ridisegnare il sistema senza chi lo vive ogni giorno”

Le principali società scientifiche e organizzazioni del settore lanciano un appello al Parlamento: “Una riforma del 118 non può essere scritta IN emergenza; deve essere scritta CON l’emergenza. Non è più rinviabile l’apertura di un tavolo nazionale di confronto che coinvolga in maniera stabile e formale tutti i soggetti interessati”.

La riforma del Sistema di Emergenza Territoriale 118 torna al centro del dibattito politico e sanitario nazionale, ma dal mondo dell’emergenza-urgenza arriva un messaggio chiaro: non è possibile ripensare uno dei pilastri del Servizio sanitario nazionale senza il coinvolgimento diretto di chi opera quotidianamente sul campo. A lanciare l’appello sono le principali società scientifiche e organizzazioni professionali del settore: Roberto Romano per AIES, Silvia Scelsi per ANIARTI, Valentina Angeli per COSMEU, Daniele Marchisio per GFT, Katya Ranzato per IRC, Elena Bignami per SIAARTI, Piero Paolini per SIEMS e Alessandro Riccardi per SIMEU.

La richiesta è quella per l’apertura immediata di un tavolo nazionale di confronto capace di accompagnare il percorso parlamentare e istituzionale avviato dall’ennesimo disegno di legge dedicato alla riorganizzazione del 118. “Dopo anni di proposte, disegni di legge, ipotesi di riordino e annunci di riforma, sorprende constatare come, ancora oggi, non siano stati istituiti tavoli di lavoro strutturati e permanenti con i principali protagonisti del sistema dell’emergenza-urgenza. Una riforma di tale portata non può essere costruita esclusivamente nelle sedi istituzionali o parlamentari, ma deve necessariamente nascere dal contributo di chi quotidianamente garantisce la risposta alle emergenze sul territorio e negli ospedali”, scrivono in una dichiarazione congiunta.
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E sottolineano come “la complessità dell’emergenza sanitaria moderna, unitamente alla specificità logistica, organizzativa e strutturale regionale, richiede una visione condivisa e multidisciplinare. Le problematiche legate all’integrazione tra territorio e ospedale, alla carenza di personale, alla formazione specialistica, alla governance clinica, alla digitalizzazione dei processi, ai modelli organizzativi delle centrali operative e alla sostenibilità del sistema richiedono un confronto approfondito e qualificato prima di qualsiasi intervento normativo”.

Per questo chiedono con forza che “il percorso parlamentare e istituzionale sia accompagnato dall’immediata convocazione di tavoli tecnici nazionali che vedano la partecipazione delle società scientifiche, dei Sistemi di Emergenza Territoriale, dei Dipartimenti di Emergenza e di tutti i soggetti che operano nella rete dell’emergenza-urgenza”.

16 Giugno 2026

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