Riforma PA. Ripa di Meana (Fiaso): “Primari in pensione a 68 anni è ‘contentino’ a una lobby”

Riforma PA. Ripa di Meana (Fiaso): “Primari in pensione a 68 anni è ‘contentino’ a una lobby”

Riforma PA. Ripa di Meana (Fiaso): “Primari in pensione a 68 anni è ‘contentino’ a una lobby”
Il presidente Fiaso giudica il provvedimento non solo "demagogico", ma anche una "vendetta" contro quella che "si vuol far passare come una casta". Per Ripa di Meana il "contentino" dato alla lobby dei primari non risolve il problema: "Andrebbe ripensato tutto il sistema".

"L'innalzamento dell'età a cui i primari potranno essere mandati in pensione d'ufficio a 68 anni è solo un 'contentino' a una lobby, mentre l'intervento sul tema contenuto nel Dl sulla Pubblica amministrazione è demagogico e contiene una vendetta contro quella che si vuol far passare come casta". Lo ha affermato Francesco Ripa di Meana, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso).

Il decreto in origine prevedeva il tetto di 65 anni per tutti, mentre ora è rimasto solo per i dirigenti medici, e non per i primari. "Io sono contrario all'archiviazione di una generazione per decreto – ha affermato Ripa di Meana – anche perchè agiamo in un regime di blocco del turnover, in cui spesso è difficile sostituire chi si perde. Quello dei 68 anni è un 'contentino' dato alla lobby dei primari, ma non risolve il problema, perchè in realtà andrebbe ripensato tutto il sistema".
Il nuovo regime, ha spiegato il presidente Fiaso, manca di flessibilità. "Noi dobbiamo avere delle regole che permettano di restare a chi serve per qualità ed esperienza, ed avere gli strumenti per riuscire a 'mandare via' quelli di cui non si ha il bisogno. Non si può – ha concluso – decidere di mandare via tutti per decreto senza guardare alla qualità delle persone".  

30 Luglio 2014

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