Riforma PA. Troise (Anaao): “Un grande risultato per la sicurezza delle cure, un flop per i giovani”

Riforma PA. Troise (Anaao): “Un grande risultato per la sicurezza delle cure, un flop per i giovani”

Riforma PA. Troise (Anaao): “Un grande risultato per la sicurezza delle cure, un flop per i giovani”
L'assenza di obbligo di assicurazione personale per i medici dipendenti viene considerata dal segretario nazionale Anaao un "risultato di notevole rilievo". Al contrario, le norme per il pensionamento sono un "inestricabile guazzabuglio" che non risponde a logiche di efficacie ricambio generazionale.

"Dopo lunga gestazione e parto travagliato la Camera ha approvato il DL 90 di riforma della pubblica amministrazione, ammesso che di riforma si tratti. Il testo finale ha risposto solo in parte alle nostre aspettative". Questo il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise.
 
"In maniera ostinata, quanto isolata, l’Anaao Assomed aveva avanzato alcune richieste di modifica del testo iniziale. Tra di esse, l’obiettivo pieno è stato raggiunto sul nervo scoperto delle assicurazioni. Il DL 90/2014 – ha spiegato Troise – chiarisce che sui medici dipendenti non grava un obbligo di assicurazione personale, se non quello legato ad eventuali rivalse, e, ciò che conta di più, che le Aziende sanitarie rispondono degli eventi avversi imputati ai propri dipendenti per una previsione che, da oggi, è non solo contrattuale, spesso disattesa, ma legislativa. Del resto, è difficile contestare che i medici e i dirigenti sanitari lavorino per nome e per conto delle Aziende e pertanto siano esse a dovere garantire la copertura per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. Un risultato di notevole rilievo, che porta maggiore serenità tra medici e cittadini, specie del sud, un buon auspicio per l’approvazione della legge specifica sulla responsabilità professionale che chiediamo da anni".
 
Il DL 90 ha, però, anche resuscitato la rottamazione per medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn, "un brunettismo senza Brunetta, un provvedimento diventato strutturale che farà riprendere la caccia all’uomo". "La novità del coinvolgimento del personale universitario, che ha nei confronti dell'assistenza i nostri stessi obblighi, ha comportato una sarabanda di numeri che è il risultato delle pressioni del mondo universitario e del suo partito trasversale, furiosi per la rottura di un dogma che li vuole esonerati da regole e vincoli, che ha abbandonato al proprio destino i ricercatori universitari, i più penalizzati in questo balletto di pensionamenti forzosi – ha proseguito il segretario nazionale Anaao -. Le norme per il pensionamento sono, così, diventate un inestricabile guazzabuglio, ulteriore elemento di incomprensibile divisione della categoria, sicura fonte di contenzioso legale nei prossimi anni, esempio paradigmatico di provvedimenti frammentari che non rispondono a logiche di programmazione o efficace ricambio generazionale, contribuendo solo a ulteriormente demotivare i medici e dirigenti sanitari".

"Il Dl ancora una volta elude il tema della modifica delle aree contrattuali, da noi richiesta in tutte le sedi, rinviando di fatto sine die il rinnovo del contratto di lavoro, mentre il vecchio viene non applicato o, in alcune realtà, disdettato. Né il Governo ha voluto, a dispetto della nostra insistenza, vincolare i risparmi dei rottamati all’assunzione di giovani o al processo di stabilizzazione dei precari. Questo è l’esempio di come la politica non voglia assumersi la responsabilità delle promesse che fa, mettendo in atto politiche di fatto anti-giovanili, proprie di un mondo che vuole solo conservare se stesso sfuggendo alle necessità della ripresa economica e sociale. La ministra Madia che ieri aveva tuonato dalle pagine de
La Stampa contro chi ruba il posto alle nuove generazioni è servita. La sanità italiana – ha concluso Troise – ha bisogno di un approccio di sistema che ne valorizzi specificità e funzioni in nome del diritto alla salute dei cittadini e del valore del lavoro dei suoi professionisti, garantendo un rinnovamento generazionale che poggi essenzialmente sulla fine del blocco del turnover e sull’anticipo della età di ingresso nel mondo del lavoro. Speriamo che il ddl delega possa costituire l'occasione buona". 

01 Agosto 2014

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