Speciale 2011. Parla Carmelo Riccobono, presidente dell’Associazione Distributori Farmaceutici

Speciale 2011. Parla Carmelo Riccobono, presidente dell’Associazione Distributori Farmaceutici

Speciale 2011. Parla Carmelo Riccobono, presidente dell’Associazione Distributori Farmaceutici
Le conseguenze della manovra di contenimento dei costi dello Stato dell’estate 2010 continuano a farsi sentire pesantemente sul settore della distribuzione intermedia, chiamato a offrire servizi innovativi ma anche a far fronte a costi crescenti di gestione. Preoccupazioni ed auspici per il nuovo anno secondo Carmelo Riccobono, presidente dell'Associazione Distributori Farmaceutici.

"I dati statistici a nostra disposizione dimostrano l’estrema precarietà dell’equilibrio economico del settore distributivo intermedio, il cui risultato d’esercizio – riferendoci al passato 2009 – è quanto mai striminzito, a fronte di un margine lordo intorno al 7,5%, praticamente divorato dai costi operativi in costante crescita dal 2005 in avanti. Ciò nonostante, il buon livello di produttività raggiunto dalle aziende distributrici era riuscito finora, con grande fatica, a reggere gli effetti combinati della forbice, per cui a volumi trattati in costante crescita corrisponde il continuo decremento del prezzo medio del farmaco, causato dalla diffusione dei medicinali equivalenti e dall’uscita dal canale dei medicinali innovativi ad alto costo. In tale contesto, già delicato di per sé stesso, è calato pesante come un macigno il provvedimento governativo del luglio 2010 che ha d’improvviso e drasticamente abbattuto dal 6,65% al 3% il margine riservato ai grossisti sul prezzo al pubblico dei medicinali". Questo il bilancio dell'anno appena trascorso per Carmelo Riccobono, presidente dell'Associazione Distributori Farmaceutici, che aggiunge: "Tuttavia, mentre dovunque in Europa si richiede al servizio di pubblica utilità del distributore un impegno sempre maggiore nel raffinamento e nel miglioramento della logistica e delle collaterali attività commerciali e finanziarie, da nessuna parte si assiste a una tale compressione del margine riservato al grossista, incredibilmente ridotto a 1/11 del margine complessivo riconosciuto alla distribuzione (grossista + farmacia)". E per il 2011? "Dall'esame dei bilanci 2010 in via di definizione e da quelli dell'esercizio in corso – conclude Riccobono – temiamo di dover ricevere conferma di una difficile condizione economica, tale da pregiudicare la tenuta della qualità dei servizi offerti e la prospettiva di sviluppo del comparto".

27 Gennaio 2011

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