Specializzazioni. Fassid Sinafo: “Farmacia ospedaliera ancora penalizzata rispetto ai medici. Pronti ad azioni legali”

Specializzazioni. Fassid Sinafo: “Farmacia ospedaliera ancora penalizzata rispetto ai medici. Pronti ad azioni legali”

Specializzazioni. Fassid Sinafo: “Farmacia ospedaliera ancora penalizzata rispetto ai medici. Pronti ad azioni legali”
Il sindacato contesta il mancato riconoscimento dei contratti di formazione per gli specializzandi in medicina ospedaliera. “Stessi doveri degli specializzandi medici, ma diritti palesemente e inspiegabilmente diversi”. Per la Fassid Area Sinafo il vulnus che si è creato nel tempo “è palesemente pesante, illogico e, a nostro parere giuridicamente illegittimo”.

“Si perpetua la penalizzazione per gli specializzandi della Scuola di Specializzazione quadriennale di Farmacia Ospedaliera ai quali viene negato, ancora una volta, il diritto ad usufruire dei contratti di formazione. Sebbene ricompresa fra le Scuole di Area Sanitaria elencate nel DM 68/2015, pur soddisfacendo tutte le condizioni necessarie, il Governo continua a non riconoscere ai nostri specializzandi un diritto sacrosanto!”. Ad affermarlo, in una nota, il segretario generale Fassid Area SiNaFO Roberta Di Turi, e il presidente nazionale Fassid Area SiNaFO Giangiuseppe Console. Una questione, quella discriminazione a discapito dei farmacisti specializzandi, che “dura da anni”, come evidenzia Di Turi al nostro giornale. L'ultimo esempio è, secondo la sindacalista, il finanziamento delle borse di specializzazione medica, “mentre nessun aiuto economico viene riservato ai giovani farmacisti durante i 4 anni di formazione specialistica”.
 
Eppure, osservano Di Turi e Console, “gli specializzandi sia medici che farmacisti seguono mimeticamente il medesimo decreto ordinante maturando i crediti formativi con le stesse modalità sia per quanto riguarda l’ impegno orario sia per la partizione del monte ore fra lezioni teoriche e pratica professionalizzante (30/70). Identici, anche, gli aspetti clinici che richiedono la medesima percentuale (20%). Stessi doveri, dunque, ma diritti palesemente e inspiegabilmente diversi anche in considerazione del fatto che i numeri degli specializzandi farmacisti sono piccoli (130 posti/anno) se rapportati alle migliaia di contratti di formazione stanziati per i medici (6100)”.

Per la Fassid Area SiNaFO “il vulnus che si è creato nel tempo è palesemente pesante, illogico e, a nostro parere giuridicamente illegittimo”.

Per questo il sindacato annuncia, “dopo tanta delusione”, la decisione di “adire le vie legali, così come hanno fatto del resto anche i medici, in illo tempore esclusi dai contratti di formazione, che hanno ottenuto non solo il riconoscimento del diritto rivendicato ma, anche, la retroattività degli emolumenti. L’Italia, ed è bene rammentarlo, resta l’unico Paese Europeo che non riconosce i contratti di formazione agli specializzandi in Farmacia Ospedaliera”.

30 Agosto 2017

© Riproduzione riservata

Ferie non godute nella PA, i legali C&P sfatano i 4 falsi miti che fanno perdere diritti e soldi
Ferie non godute nella PA, i legali C&P sfatano i 4 falsi miti che fanno perdere diritti e soldi

“Se non le uso entro 18 mesi le perdo”, “nel pubblico impiego le ferie non possono mai essere pagate”, “se mi dimetto non mi spetta nulla”. Sono alcuni dei falsi...

Sanità privata e Rsa, presidio dei sindacati davanti al Ministero: “Ci avete lasciato in mutande”
Sanità privata e Rsa, presidio dei sindacati davanti al Ministero: “Ci avete lasciato in mutande”

“Ci avete lasciato in mutande”, è questo lo slogan scelto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per il presidio nazionale davanti al Ministero della Salute, a Roma, a...

Estate, formazione ECM al 50% con Qs Club: il momento giusto per mettersi in regola
Estate, formazione ECM al 50% con Qs Club: il momento giusto per mettersi in regola

L'estate può diventare il momento ideale per mettersi in pari con la formazione ECM, senza dover concentrare tutto nei mesi più intensi dell'anno. È proprio da questa idea che nasce...

Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità
Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

È stato approvato in Conferenza Stato-Regioni schema di decreto del Ministero della Salute che disciplina l'impiego dei 235,834 milioni di euro destinati all'acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di...