Standard ospedalieri. Silvestro (Ipasvi): “Infermieri pronti a sostenere la riforma”

Standard ospedalieri. Silvestro (Ipasvi): “Infermieri pronti a sostenere la riforma”

Standard ospedalieri. Silvestro (Ipasvi): “Infermieri pronti a sostenere la riforma”
Sì degli infermieri al Regolamento del ministro della Salute “se lo scopo è quello di ridefinire l’offerta sanitaria partendo dai bisogni del cittadino e abbandonando l’attuale centratura sul percorso diagnostico-terapeutico e sulla disciplina medica". In questo processo il ruolo dell’infermiere è rilevante”.

Viene accolto con favore dalla presidente della Federazione dei Collegi infermieristici Ipasvi, Annalisa Silvestro, il Regolamento che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell'assistenza ospedaliera presentato dal ministro della Salute e ora all’esame della Conferenza Stato-Regioni.

Un documento “di particolare rilevanza” perché “se mantenuto nell’attuale scritturazione, potrà incidere in maniera significativa sull’offerta sanitaria ospedaliera e sui modelli organizzativo-assistenziali che dovranno accompagnare la riduzione complessiva dei posti letto”, si legge in una nota dell’Ipasvi che sottolinea come sia “significativo, nello schema di Regolamento, significativo il richiamo alle dimissioni protette, alla continuità delle cure e dell’assistenza e ai programmi di ospedalizzazione domiciliare”.

Secondo l’Ipasvi,” si può, quindi, pensare che si voglia ridefinire l’offerta sanitaria, globalmente intesa, partendo dai bisogni del cittadino e abbandonando l’attuale centratura sul percorso diagnostico-terapeutico e sulla disciplina medica” e le parole usate dal Ministero per introdurre i succitati temi (capitolo 10 del Regolamento) “sono particolarmente vicine a quelle utilizzate, con decisione e a più riprese, dalla Federazione Ipasvi”.

“In questo processo di cambiamento – sottolinea la presidente Annalisa Silvestro – il ruolo dell’infermiere è rilevante. Noi lo diciamo da tempo ed esprimiamo soddisfazione nel vederlo scritto in un documento predisposto dal ministero; un documento che sancisce la valorizzazione e il rilancio dell’ospedale di comunità – gestito da infermieri – che prende in carico pazienti che necessitano di sorveglianza infermieristica continuativa e di interventi sanitari che potranno avere successiva continuità a domicilio”.
 
“Non vogliamo – sottolinea la presidente Ipasvi – assumere un atteggiamento autocelebrativo, dicendo che è da lungo tempo che parliamo di ospedali organizzati per complessità assistenziale e intensità di cure o di strutture intermedie gestite da infermieri. Non vogliamo nemmeno che la partita che si sta giocando tra Governo, Parlamento, Conferenza Stato-Regioni e Professioni sanitarie possa essere vissuta come una battaglia di “posizione” in cui è più bravo chi riesce a difendere il proprio fortino e mettere bandierine nel campo avversario. Vogliamo però che vi sia la consapevolezza di quanto è stato lungimirante il pensiero e il progetto ‘politico’ del nostro gruppo professionale”.

Secondo Silvestro “ci sono, e ci saranno, resistenze a difesa di unità operative complesse negli ospedali oppure, tout court, di ospedali non più da tempo definibili come tali, di discipline e di poltrone.   Ciò che noi, invece, intendiamo continuare a perseguire e a sostenere a seguito del processo innestato dalla spending review (legge 135/2012), è un contro-bilanciamento organizzativo e assistenziale che richiede – per essere reale – un profondo cambiamento del nostro sistema salute. Non ci dovrà essere un’aprioristica e poco vagliata ridefinizione dei servizi garantiti al cittadino; non si dovrà continuare a far pagare prevalentemente agli infermieri le storture originate da miopi e parziali manovre di contenimento della spesa e dal mantenimento di orticelli di potere”.
 
Da parte degli infermieri, Silvestro esprime quindi la piena disponibilità “a sostenere con le nostre competenze e le nostre idee un progetto di riforma che metta mano al cambiamento dei sistemi organizzativi e assistenziali nel segno dell’innovazione e della equità. Forse questa volta le nostre idee e proposte hanno iniziato a trovare cittadinanza”.
 
 

09 Novembre 2012

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