Tamponi rapidi dal medico di famiglia. Fp Cgil Medici contro la Cisl Medici: “Non aveva mandato per firmare l’accordo”

Tamponi rapidi dal medico di famiglia. Fp Cgil Medici contro la Cisl Medici: “Non aveva mandato per firmare l’accordo”

Tamponi rapidi dal medico di famiglia. Fp Cgil Medici contro la Cisl Medici: “Non aveva mandato per firmare l’accordo”
Il segretario Filippi contro la firma di Intesa Sindacale (di cui fa parte anche la Cgil Medici) e se la prende con il leader della Cisl Medici Papotto che di Intesa è il presidente delegato: “Si tratta di una grave mancanza di rispetto dei processi democratici”. E poi sull’accordo ribadisce: “Professionisti sono disponibili ma serve garantire sicurezza”.

“Ribadiamo la nostra contrarietà all'accordo siglato per l'affidamento dei tamponi negli studi privati dei medici di medicina generale. Il problema non è la disponibilità di tutti i professionisti, compresi quindi anche i medici di medicina generale, ma la loro sicurezza e quella dei cittadini”. Così il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, in merito all’accordo siglato perché medici di famiglia e pediatri possano fare tamponi rapidi nei loro studi.

"Chiediamo garanzie – osserva il dirigente sindacale – per un servizio sicuro, efficace ed efficiente. Serve un accordo chiaro che coinvolga tutti gli operatori e non solo una categoria, peraltro di libero professionisti troppo isolati e abbandonati dal sistema. Non possiamo rischiare di frammentare i percorsi di tracciamento, che al contrario hanno bisogno di un sistema coordinato e governato. Proponiamo di usare le risorse per potenziare l'assistenza territoriale invece di distribuirle a pioggia sulle decine di migliaia degli studi di medici che chiedono solo di assistere i propri pazienti in luoghi sicuri”.

Per queste ragioni, continua Filippi, “contestiamo la sottoscrizione di Intesa Sindacale dell'accordo. Non capiamo perché il delegato presidente di Intesa Sindacale, Biagio Papotto, abbia deciso di firmare un accordo nonostante non avesse avuto mandato, né da noi né  da Simet, soci fondatori di Intesa, alla sottoscrizione. Si tratta di una grave mancanza di rispetto dei processi democratici decisionali di coinvolgimento della base e degli iscritti, che fino ad oggi aveva contraddistinto i rapporti all'interno della nostra aggregazione sindacale”.
 
Per la Fp Cgil Medici, “che al contrario è coerente con le decisioni prese nelle assemblee degli iscritti, il problema dell'accordo rimane la sicurezza dei medici e dei cittadini, che viene minata dalla prospettiva dei tamponi in studi privati non idonei. Siamo fermamente convinti che i test e il tracciamento siano fondamentali per contenere la pandemia ma vanno affrontati potenziando quei servizi che sono in grado di organizzare percorsi sicuri ed efficienti”, conclude Filippi.
 
Bisognerà vedere ora cosa succederà all’interno di Intesa Sindacale che stante le dichiarazioni rischia un terremoto.

29 Ottobre 2020

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