Test di ammissione alle professioni sanitarie. Fnopi: “Il 33% delle domande (in aumento rispetto allo scorso anno) è per infermiere” 

Test di ammissione alle professioni sanitarie. Fnopi: “Il 33% delle domande (in aumento rispetto allo scorso anno) è per infermiere” 

Test di ammissione alle professioni sanitarie. Fnopi: “Il 33% delle domande (in aumento rispetto allo scorso anno) è per infermiere” 
Domani 77.205 giovani proveranno i test di ammissione alle 22 professioni sanitarie. Sono in media il 2,6% in meno dello scorso anno. Ma la professione infermieristica è in controtendenza e registra un aumento delle domande per i test del +7,5% per infermiere e del +4,6% per infermiere pediatrico. Mangiacavalli: "È l'effetto Covid. I giovani, nella gravità della pandemia, si sono resi conto di cosa fanno e di chi sono gli infermieri".

Domani, 8 settembre, 77.205 giovani proveranno i test di ammissione alle 22 professioni sanitarie (infermiere, fisioterapista, logopedista, dietologo, tecnico di radiologia ecc). Sono in media il 2,6% in meno dello scorso anno, così come a tentare l’ammissione a medicina sono stati il 3% in meno del 2019, ma la riduzione non è un vero calo.

“In realtà a calare sono stati i diplomati della maturità, passati da circa da 520mila del 2019 a 463mila del 2020: ben 57 mila in meno in un solo anno, il -11 per cento”, spiega Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza Nazionale Corsi Laurea Professioni Sanitarie, che da anni rileva i numeri di posti, domande, ammissioni e forza lavoro delle 22 professioni sanitarie.

Secondo i dati della Conferenza poi, delle 77.205 domande per il 2020 -2021, 25,192 sono per la professione di infermiere e infermiere pediatrico: il 33 per cento di tutte le domande.

“Un calo fisiologico dovuto al calo dei giovani che possono iscriversi alle università e quindi non preoccupante – spiega Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) – ma con una particolarità: la nostra professione è in controtendenza e registra un aumento delle domande per i test del +7,5% per infermiere e del +4,6% per infermiere pediatrico”.

È “l’effetto-Covid” spiegano Mangiacavalli e Mastrillo.

“I giovani, nella gravità della pandemia, si sono resi conto di cosa fanno e di chi sono gli infermieri – sottolinea Mangiacavalli – e nonostante sia ormai noto che la professione è sotto organici e sottopagata, si sono resi conto anche della preparazione clinica e umana e hanno scelto di essere vicini a chi soffre, hanno optato per quella prossimità con le persone che è la prima caratteristica della nostra professione”.

“Indubbiamente – prosegue Mangiacavalli – i posti a bando per infermiere, nonostante l’aumento nel 2020-2021 sono ancora troppo pochi per fare fronte alla carenza di almeno 53mila professionisti, soprattutto sul territorio, dove c’è più bisogno di assistenza e di vicinanza con gli assistiti, come Covid-19 ha dimostrato. La FNOPI ha avviato il confronto col ministero dell’Università e grazie all’intervento del ministro della Salute, con il decreto rilancio gli organici sono stati in parte integrati e si è lanciata la specializzazione dell’infermiere di famiglia e comunità, una figura essenziale per l’assistenza sul territorio. Abbiamo già dato la nostra disponibilità a Governo e Regioni per lavorare insieme per rendere il Ssn sempre più efficiente e forte”.

“Le nuove assunzioni sono un passo importantissimo – aggiunge – che però può essere considerato un ‘primo passo’ rispetto a un fabbisogno stimato dalla Federazione di almeno 21mila infermieri di famiglia e comunità”.

“Sicuramente molti giovani che hanno presentato la domanda per i test lo sanno e vogliono proprio questo: aiutare ed essere più vicini possibile a chi soffre. Auguri – conclude la presidente Fnopi – a tutti coloro i quali domani si impegneranno per entrare a far parte della nostra professione, con una certezza: sia la Federazione che i cittadini hanno sicuramente bisogno di voi”.

07 Settembre 2020

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