Tsrm e Pstrp. Dopo 10 anni Alessandro Beux lascia la presidenza. Ecco il suo ultimo intervento da presidente

Tsrm e Pstrp. Dopo 10 anni Alessandro Beux lascia la presidenza. Ecco il suo ultimo intervento da presidente

Tsrm e Pstrp. Dopo 10 anni Alessandro Beux lascia la presidenza. Ecco il suo ultimo intervento da presidente
Beux chiude oggi la sua lunga esperienza alla guida della Federazione Tsrm e Pstrp. Dieci anni intensi vissuti come Presidente, che lo hanno portato ad essere il primo del “multi-albo” e a guidare il percorso in questi 3 anni dalla legge Lorenzin, con 14 mesi in una “pandemia mondiale”. Beux ripercorre in un lungo discorso 25 anni della propria vita nella Federazione. LA RELAZIONE

Oggi alle ore 13.00 avverrà lo spoglio per il nuovo Comitato centrale della Fno Tsrm e Pstrp. Alessandro Beux non si ricandida alla presidenza e nel suo discorso di commiato ripercorre 25 anni passati nella Federazione che hanno visto il suo, e degli altri componenti dei vertici federali, massimo impegno negli “ultimi 72 mesi” dall’entrata in vigore della Legge Lorenzin, dei quali gli ultimi 14 caratterizzati dalla pandemia.

Nella relazione, Beux cerca “di raccogliere gli elementi salienti” del proprio “percorso istituzionale” poiché “anche nel caso in cui l’esito dello spoglio dovesse vedermi tra gli eletti in Comitato centrale, la mia partecipazione sarebbe sensibilmente diversa rispetto all’attuale e a quella degli ultimi anni”.

Beux ricorda che questo è “il mio ultimo intervento da Presidente della Federazione nazionale, sappiate che ho provato a fare l’elenco delle persone che avrei voluto ringraziare, ma ad un certo punto mi sono reso conto che sarebbe stato troppo lungo e, inevitabilmente, incompleto. Ho, quindi, pensato che la cosa più equa fosse ringraziare tutti quelli con cui in questi 25 anni ho interagito, anche solo una volta, in qualunque forma, perché ognuno di loro mi ha dato qualcosa, che non sempre sono stato in grado di comprendere e di ricambiare; ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa, che non sempre sono stato in grado di imparare; ognuno di loro mi ha offerto un’opportunità, che non sempre sono stato in grado di cogliere”.

I risultati degli ultimi 3 anni sono:
– censimento di più di 200.000 professionisti, tra iscritti agli albi di cui al DM 13 marzo 2018 e iscritti agli elenchi speciali a esaurimento di cui al DM 9 agosto 2019;

– elezione delle Commissioni di albo ai sensi del DM 11 giugno 2019;

– elezione delle Commissioni di albo nazionale ai sensi del DM 4 giugno 2020;

– elezione dei Consigli direttivi ai sensi del DM 11 giugno 2019;

– imminente, l’elezione del primo Comitato centrale ai sensi della legge 3/2018, quello con cui si completerà “la nostra architettura istituzionale e si aprirà una nuova epoca, nel pieno rispetto del cronoprogramma che abbiamo definito tre anni fa”.

“Nella primavera del 2011 – illustra Beux – sono diventato Presidente dell’allora Federazione nazionale dei Collegi professionali TSRM, quando il collega e amico Giuseppe Brancato si dimise dalla carica, un anno prima del termine di quel mandato triennale. Un Presidente nazionale favoriva l’avvicendamento per creare i presupposti in quel momento ritenuti più idonei all’evoluzione della Istituzione di cui era il legale rappresentante e della quale avrebbe continuato a far parte per altri quattro anni. Con quel gesto attribuiva più valore alle progettualità del gruppo, alle esigenze della collettività che agli interessi del singolo”.

In questo percorso “ho cercato di fare quello in cui credevo e ho sempre creduto in quel che facevo. Ho cercato di essere un riformista. Ho cercato di fare, occupandomi direttamente delle questioni, anche dei loro particolari, soprattutto dei loro particolari, perché sono quelli che ti consentono, prima, di comprendere la complessità e, dopo, di gestirla. Ho cercato di esserci, dando attenzione a coloro che mi parlavano e mi scrivevano, viaggiando, incontrando, rispondendo, valutando, proponendo, decidendo, agendo, assumendomi responsabilità, correndo rischi, supportando, sopportando, rinunciando, difendendo, crescendo, sbagliando e imparando”.

Beux spiega anche che “ho cercato di creare un gruppo che non fosse composto di persone che lavorano per sé stesse o per qualcuno, bensì di individui che lavoravano insieme per la realizzazione di qualcosa, pensando al plurale, sulla base del noi”.

“A prescindere dalla mia eventuale presenza nel prossimo Comitato centrale – argomenta Beux -, assumerò una prospettiva diversa, dalla quale confido di poter osservare elementi nuovi e cogliere altre sfumature di quelli già noti, potendo affinare le conoscenze e il livello di dettaglio della rappresentazione del contesto in cui siamo immersi, sia della porzione più vicina che di quella più lontana, sia della dimensione fisica e materiale che di quella mentale, valoriale e relazionale. Confido anche di avere più tempo per (ri)organizzare le idee e trovare modalità corrette ed efficaci per esporle. Le esperienze fatte, soprattutto negli ultimi anni, meritano di essere (ri)elaborate e condivise. Inoltre, alcune iniziative potrebbero risultare più efficaci, se intraprese da una posizione meno centrale, senza le doverose e stringenti limitazioni che la legale rappresentanza di un ente come la nostra Federazione nazionale impone”.

Lorenzo Proia

Lorenzo Proia

19 Aprile 2021

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