Turismo dentale. Tutelare i confini per difendere la salute dei cittadini italiani. L’alert dell’Andi

Turismo dentale. Tutelare i confini per difendere la salute dei cittadini italiani. L’alert dell’Andi

Turismo dentale. Tutelare i confini per difendere la salute dei cittadini italiani. L’alert dell’Andi
“Serve un coordinamento tra gli Stati per tutti i temi riguardanti la sanità, ma in particolare per la salute dentale" sottolinea l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani. "La popolazione deve essere informata sulla alta probabilità di rischio di fallimenti legata al turismo sanitario e campagne di sensibilizzazione possono contribuire a migliorare la consapevolezza del cittadino anche riorientandone le scelte”

Il turismo dentale è ormai diventato una vera emergenza sociale. Un fenomeno che espone a gravi rischi quanti si sono sottoposti a cure dentali “low cost”, in particolare in paesi dell’Est extra-europeo, come dimostrano i tanti fatti di cronaca. Pazienti che hanno scelto di recarsi oltre confine per sottoporsi a terapie dentali ammaliati dal “subito e a prezzi stracciati”. Peccato che poi sono costretti a correre ai ripari presso gli odontoiatri in Italia.

A lanciare nuovamente l’allarme per contrastare il fenomeno è l’Andi, Associazione Nazionale Dentisti Italiani

“Nei casi più gravi – ricorda in una nota – le conseguenze di questi ‘viaggi della speranza’ diventano oggetto di cronaca, con esiti drammatici troppe volte ripetuti: pochi giorni orsono si è verificato in Albania un nuovo episodio mortale, che ha coinvolto un cittadino italiano di 62 anni le cui condizioni di salute generale non sono state indagate prima di procedere a massive terapie dentali. Sempre più necessario, dunque, rendere consapevoli i cittadini italiani del grave rischio al quale possono incorrere nel turismo sanitario, sostenuto da un marketing selvaggio e aggressivo che ignora le regole imposte in Italia dalla legge sulla pubblicità sanitaria, aggirata perché la perseguibilità è resa impossibile dal fatto che i responsabili hanno sede legale extra europea. Alla fine a pagare è sempre il paziente: sia per il grave rischio di salute, sia per la alta frequenza di riesecuzione delle terapie, sia per la mancanza di piani di prevenzione successivi al momento terapeutico.”

La salute orale, sottolinea l’Andi, non è solamente la cura dei denti: “Il benessere della bocca richiede la presa in cura del paziente, la conoscenza approfondita del suo stato generale, di eventuali patologie pregresse e, soprattutto, il rispetto dei tempi biologici. L’odontoiatria richiede oggi prossimità e continuità di rapporto, con l’obiettivo di un ‘patto per la salute’ fra medico e paziente, nel quale l’impegno reciproco alla prevenzione diventa l’unico presupposto per garantire una bocca sana.

È indispensabile la necessità di un coordinamento tra gli Stati per tutti i temi riguardanti la sanità, ma in particolare per quanto riguarda la salute dentale. La popolazione deve essere informata sulla alta probabilità di rischio di fallimenti legata al turismo sanitario e campagne di sensibilizzazione possono contribuire a migliorare la consapevolezza del cittadino anche riorientandone le scelte.

La informazione ai confini del nostro Paese per la tutela della salute individuale diventa un’azione necessaria per garantire la sicurezza dei cittadini. È un’azione – conclude l’Andi – che deve combinarsi con interventi di educazione sanitaria e di collaborazione internazionale, in attesa di una nuova regolamentazione fra gli Stati”.

30 Maggio 2025

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