Aggressioni all’ospedale di Tivoli. Confintesa Sanità Lazio: “Sanitari sotto assedio, basta”

Aggressioni all’ospedale di Tivoli. Confintesa Sanità Lazio: “Sanitari sotto assedio, basta”

Aggressioni all’ospedale di Tivoli. Confintesa Sanità Lazio: “Sanitari sotto assedio, basta”

Ripetuti episodi di violenza: dal gruppo che ha devastato i locali e aggredito il personale a seguito del decesso di un paziente”, a un altro paziente che “ha aggredito 5 operatori e divelto macchinari per tentare la fuga”. Per Confintesa Sanità Lazio “Non basta inasprire le pene, serve prevenzione reale”.

“L’assalto avvenuto al Pronto Soccorso di Tivoli non è che l’ultimo, drammatico capitolo di una guerra non dichiarata contro chi cura”. Con queste parole Confintesa Sanità Lazio commenta i gravissimi fatti che hanno sconvolto l’ospedale San Giovanni Evangelista, dove una folla inferocita ha devastato i locali e aggredito il personale a seguito del decesso di un paziente di 40 anni.

Confintesa Sanità “esprime profonda preoccupazione per il clima di tensione che avvolge la struttura, già segnata da episodi recenti e inquietanti. A rendere ancora più pesante il bilancio della sicurezza a Tivoli è l’episodio avvenuto solo poche ore fa, che ha visto coinvolto un uomo di 65 anni finito in terapia intensiva dopo un infarto, che ha aggredito 5 operatori e divelto macchinari per tentare la fuga”.

“Questi eventi non sono fulmini a ciel sereno”, dichiara Sandra Di Blasio, segretaria provinciale di Confintesa Sanità Roma e Provincia. “Dal caso del 65enne alle violenze di questa notte, assistiamo a una escalation che dimostra come l’ospedale di Tivoli sia diventato un territorio di frontiera privo di adeguate barriere protettive. Non possiamo aspettare il prossimo bollettino medico per agire”.

La segretaria Di Blasio pone l’accento sulla gestione politica del fenomeno: “Sul versante repressivo è stato fatto tutto il possibile: le leggi ci sono, le pene sono state inasprite e il reato è diventato procedibile d’ufficio. Ma la repressione interviene ‘dopo’. A noi serve che l’aggressione non avvenga. È inutile promettere anni di carcere se un infermiere rischia la vita ogni volta che varca la soglia del reparto. La Regione Lazio deve capire che la sicurezza si fa con la prevenzione, non solo con i tribunali”.

Confintesa Sanità Lazio chiede alla Pisana un intervento urgentissimo basato su tre pilastri fondamentali:

  1. Filtri di accesso e sicurezza h24: Ripristino e potenziamento dei posti di Polizia fissi, non limitati alle sole ore diurne, e impiego di personale di sicurezza formato per la gestione di folle in stato di agitazione.
  2. Riorganizzazione dei flussi: Intervenire strutturalmente sui locali per garantire percorsi protetti e limitare l’accesso indiscriminato di parenti nelle aree sensibili.
  3. Tecnologia al servizio del personale: Accelerare l’adozione di sistemi di allerta rapida (silent alarm) e braccialetti SOS per ogni operatore in turno.

“La politica non può più limitarsi alla solidarietà di facciata,” conclude Di Blasio. “Chiediamo alla Regione un tavolo permanente sulla sicurezza che stanzi fondi specifici per la protezione fisica dei lavoratori. Se non si investe in prevenzione, saremo costretti a dichiarare lo stato di agitazione permanente per tutelare l’incolumità dei nostri iscritti”

26 Gennaio 2026

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