Vaccini Covid. Nel Lazio oltre 8mila “mix” in tre giorni. Ma la regione chiede chiarimenti al Ministero su chi chiede di ricevere comunque AstraZeneca

Vaccini Covid. Nel Lazio oltre 8mila “mix” in tre giorni. Ma la regione chiede chiarimenti al Ministero su chi chiede di ricevere comunque AstraZeneca

Vaccini Covid. Nel Lazio oltre 8mila “mix” in tre giorni. Ma la regione chiede chiarimenti al Ministero su chi chiede di ricevere comunque AstraZeneca
La Regione segue le indicazioni ministeriali che prevedono richiami eterologhi per gli under 60 che avevano effettuato la prima dose con AstraZeneca. Ma riferisce di persone che hanno chiesto di completare il percorso vaccinale con lo stesso vaccino. Per questo la Regione ha chiesto al Ministero un parere per uno specifico consenso informato che consideri questa possibilità. Circa il 10% dei cittadini che avevano appuntamento per il richiamo non si è presentato: “Saranno richiamati”, riferisce la Regione che nega contrapposizioni con il Ministero.

Nel Lazio la campagna vaccinale procede “regolarmente e con serenità”. Lo scrive in un comunicato l’Unità di crisi della Regione Lazio, spiegando che nella giornata di ieri si sono effettuati 64.541 somministrazioni al di sopra del target assegnato e negli ultimi 3 giorni sono state eseguite oltre 8mila richiami eterologhi di utenti sotto i 60 anni che avevano effettuato la prima dose di vaccino con AstraZeneca.

In particolare 7.443 con Pfizer e 812 con Moderna. “Vi è una quota di circa il 10% che non si è presentata che sarà richiamata per poter completare il percorso vaccinale secondo le disposizioni nazionali”, riferisce l’Unità di crisi.

L’Unità di crisi spiega poi che ci sono stati cittadini che, “in maniera consapevole e informata, chiedono di completare il percorso vaccinale per l’immunizzazione con il medesimo vaccino, ovvero AstraZeneca. Per questa quota di persone abbiamo chiesto al Ministero della Salute di dare un parere riguardo a uno specifico consenso informato affinché possa decidere il medico in scienza e coscienza, poiché è importante per raggiungere l’immunizzazione che siano completati i percorsi vaccinali. Nessuno deve rimanere indietro con il richiamo soprattutto di fronte all’insorgenza delle varianti”.
 
“Non c’è alcuna contrapposizione, come vogliono fare intendere alcuni organi di stampa, tra la decisione assunta dal Ministero della Salute e la Regione”, chiarisce in una nota l’assessore alla Salute Alessio D’Amato. “Nel Lazio abbiamo applicato per primi quanto stabilito dal Ministero senza alcuna riduzione del numero delle somministrazioni giornaliere che è stabilmente al di sopra del target assegnato, e senza alcun problema all’interno degli hub vaccinali”.

Premesso ciò, l’assessore osserva come resti quella criticità da risolvere e su cui è necessario che il ministero intervenga. “Il tema – spiega D’Amato – è che vi è una quota di cittadini, ad oggi stimata intorno al 10%, nella fascia d’età 50/59 anni che rifiuta il mix eterologo. Il punto è avere indicazioni chiare su come trattare questa quota, che merita la medesima attenzione di tutti gli altri e che non può rimanere nel limbo. Si tratta di decidere cosa fare con questi cittadini che rifiutano il mix eterologo. Lasciarli con un'unica somministrazione di vaccino,  senza completare il percorso e senza di conseguenza rilasciare il certificato vaccinale? Oppure rimettere la valutazione al medico in scienza e coscienza? Noi – dice D’Amato – crediamo che la strada sia quest’ultima ed è per questo che abbiamo sottoposto all’attenzione del Ministero della Salute un’ipotesi di consenso informato, per permettere il completamento della vaccinazione, soprattutto in un momento in cui circolano varianti che potrebbero inficiare il percorso che ci porterà verso l’immunità”.

16 Giugno 2021

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