Alcune precisazioni sullo studio sui centri per la terapia del dolore 

Alcune precisazioni sullo studio sui centri per la terapia del dolore 

Alcune precisazioni sullo studio sui centri per la terapia del dolore 

Gentile direttore,
riteniamo opportuno fornire alcune precisazioni in merito a quanto affermato nella lettera della dott.ssa Rossella Marzi a lei inviata l’8 marzo u.s. nella quale evidenziava delle perplessità sulle modalità di redazione dello studio condotto dall’Università della Calabria su incarico del Ministero della Salute per monitorare lo stato di attuazione della Legge 38/2010.

I 173 centri che non hanno risposto all’indagine non lo hanno fatto per una pluralità di motivazioni, non certo riconducibili alla sola espressa nella lettera. Tra questi – infatti – rientrano sicuramente strutture che hanno deciso volutamente di non partecipare all’indagine, ma vi sono anche strutture che non lo hanno fatto per altri motivi – come ad esempio – la carenza di personale disponibile per attendere alla compilazione o anche perché, nel frattempo, hanno cessato la propria attività.

Quali fossero il committente e le finalità dell’indagine era chiaramente esplicitato nell’e-mail, che è stata inviata a tutte le strutture presenti nel nostro indirizzario. In essa si specificava che lo studio, per come in premessa, era stato commissionato dal Ministero della Salute all’Università della Calabria per monitorare lo stato di attuazione della norma. Non abbiamo – nei nostri archivi – alcuna richiesta di chiarimenti della dott.ssa Marzi circa le modalità di svolgimento delle attività, che non avremmo sicuramente esitato a evadere se fosse mai pervenuta, così come abbiamo fatto con altre similari richieste.

Come esplicato nel report finale, che ci sembra di capire non sia alla base delle osservazioni formulate dalla dottoressa, i risultati presentati fanno riferimento all’elaborazione dei dati relativi alle 192 strutture rispondenti e si basano su statistiche descrittive semplici calcolate in base alla tipologia di domanda. In nessun punto del rapporto è stata menzionata la rappresentatività del campione analizzato. 

Ci rendiamo conto che risulta difficile trarre conclusioni sulla base di sintesi giornalistiche che – per ovvie ragioni – non possono fare riferimento ai dettagli metodologici utilizzati, ma restiamo sicuramente a disposizione per fornire tutti gli approfondimenti circa eventuali sue ulteriori perplessità.

Ci teniamo ad evidenziare comunque che questo studio conoscitivo sulle reti di terapia del dolore, ha portato a dei risultati senz’altro molto significativi: uno fra tutti è l’aver effettuato un primo censimento attendibile delle strutture sanitarie che erogano prestazioni riconducibili alle terapie del dolore, ricavandone una conoscenza approfondita rispetto alle prestazioni erogate/servizi offerti e alla loro organizzazione. 

Un’ultima considerazione, ma non per importanza, è l’aver sperimentato un modello di indagine per ottenere una mappatura aggiornata dei centri appartenenti alla rete di terapia del dolore, che potrà essere utilizzata come base di conoscenza per eventuali azioni di monitoraggio da parte del Ministero, ma anche e non ultimo per gli utenti finali – quali i pazienti – per recuperare le informazioni necessarie per raggiungere i centri, per i quali – molto spesso – non vi è la giusta visibilità. 

Il tutto ad un costo per la finanza pubblica limitato al solo rimborso delle spese vive sostenute.
 
Prof. Roberto Guarasci
Dott.ssa Erika Pasceri
Referenti del progetto per l’Università della Calabria 

Roberto Guarasci e Erika Pasceri

12 Marzo 2019

© Riproduzione riservata

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