Allergie. Bene i parchi in città, ma attenzione alla scelta degli alberi

Allergie. Bene i parchi in città, ma attenzione alla scelta degli alberi

Allergie. Bene i parchi in città, ma attenzione alla scelta degli alberi

Gentile direttore,
ho letto con grande interesse articoli in varie riviste on-line riguardanti le allergie e, con questa lettera, vorrei evidenziare un paradosso dei tempi moderni su tale argomento. Oggi fra i principali parametri utilizzati per commisurare la qualità della vita nelle città vi sono la qualità e l’ampiezza dei suoi spazi pubblici, ma molto spesso uno spazio verde non è sinonimo di benessere, in quanto, se non ben pianificato, può portare all’insorgenza e all’aggravamento di patologie respiratorie, quali asma e rinite.

E’ noto che le allergie respiratorie sono malattie invalidanti, che colpiscono particolarmente gli adolescenti ed i giovani, con una prevalenza del 25–30 % della popolazione generale e che sono in costante e progressivo aumento; in particolare, per quanto riguarda l’allergia ai pollini di alberi ed erbe la gravità della patologia si associa al luogo di esposizione ed alla concentrazione di pollini nell’atmosfera. In questi giorni è stata pubblicata su GEA – Giornale Europeo di Aerobiologia, Medicina Ambientale e Infezioni Aerotrasmesse, la Revisione sistematica: C. Ortolani, M. Previdi, G. Sala, V. Bozzoli Parasacchi, A. Ortolani e C. Minella “Allergenicità delle piante arboree e arbustive destinate al verde urbano italiano. Revisione sistematica e raccomandazioni basate sull’evidenza” , 2015, 1, 1 – 123. Alla base della pubblicazione vi è la valutazione del rischio allergenico delle piante descritte, alcune delle quali estranee al territorio italiano e destinate al verde urbano.

Questa valutazione fornisce un importante strumento per progettare al meglio la distribuzione del verde in città: infatti, nei residenti in centri urbani, l’allergia da pollini (pollinosi) si manifesta con sintomi di rinite e di asma molto più gravi rispetto alla pollinosi di coloro che abitano in campagna. Questo fenomeno è spiegabile mediante due valutazioni: la presenza di elevati livelli di CO2 nell’atmosfera e il conseguente “effetto serra” fa si che in città siano registrate temperature medie più elevate rispetto alle aree rurali. Ne consegue che, rispetto alla campagna, in città le piante abbiano un maggiore sviluppo, producano una quantità superiore di polline e per un periodo più prolungato.

La presenza nell’aria cittadina di elevate concentrazioni di particelle ultrafini è un altro fattore che causa l’aggravamento della sintomatologia asmatica perché i pollini si coniugano con il particolato che, grazie alle sue ridotte dimensioni, penetra nelle vie respiratorie fino a raggiungere i bronchioli e gli alveoli polmonari. Quindi è indispensabile effettuare un’oculata e scientifica scelta degli alberi da piantare in città al fine di ottenere un contenimento dei pollini responsabili delle malattie respiratorie allergiche stagionali. A tale riguardo la pubblicazione sopra citata è il primo strumento che permetterà ai servizi ambientali dei comuni italiani di non fare “autogol” (aumentare i parchi in città, aumentando così le allergie) negli allestimenti di nuovi spazi verdi urbani.
 

Prof. Claudio Ortolani
Presidente Fondazione Internazionale per le Scienze Mediche e Allergologiche, FISMA – Onlus

03 Giugno 2015

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