Anche i logopedisti hanno il diritto di lavorare in sicurezza

Anche i logopedisti hanno il diritto di lavorare in sicurezza

Anche i logopedisti hanno il diritto di lavorare in sicurezza

Gentile Direttore,
mi chiamo Irina Podda, classe 1967, logopedista, libera professionista in ambito pediatrico. Come tanti colleghi, da un anno ho una vita professionale stravolta, vivo con la testa in un'arbanella per dieci ore al giorno e incrocio le dita: i miei pazienti sono bambini piccoli, fabbricanti droplet in abbondanza, non portano mascherina, non esiste distanziamento sociale con loro e non posso barricarmi dietro il plexiglass o cose simili.

Non lavorando in struttura, non ho diritto ad essere vaccinata contro il Covid-19 in via prioritaria. Non ho problemi a comprendere ed accettare questa scelta: chiaramente, a fronte della situazione attuale, occorre garantire innanzitutto che gli ospedali funzionino e per tutti e che ai grandi anziani vengano risparmiate sofferenze e gli esiti più infausti. Io verrò vaccinata quando sarà il mio turno. Punto e basta. Vorrei però sapere se quando questo sarà, potrò essere vaccinata con un vaccino a mRNA (efficacia del 90% e forse oltre) o se per me si utilizzerà un vaccino tipo AstraZeneca (efficacia intorno al 60%). In altri termini: quando sarà il mio turno, si terrà conto del fatto che sono una professionista sanitaria, con quello che ciò comporta in termini di esposizione? Oppure verrò vaccinata come una di 55 anni, ritenuta a basso rischio di contrarre l'infezione, al massimo con sintomi non gravi?

Vorrei esprimere la mia preoccupazione su questo tema e fare presente che a settembre 2020 ho richiesto di essere vaccinata per il meningococco. La ASL3 Genovese, competente per la mia area di residenza, non ritiene che io appartenga a una categoria a rischio per questo tipo di infezione. Lo stesso vale per il vaccino antinfluenzale.

Il problema non si pone, se non per pura questione di principio: questi vaccini costano poco e io posso sicuramente permettermeli, per cui pago e mi vaccino. Ci rimango male, però, e penso che evidente quando fa comodo sono una professionista sanitaria, quando farebbe comodo a me smetto di esserla. Vorrei, anche per il vaccino anti-Covid, poter avere il tipo più adatto non per la mia età, ma per la mia professione, che, essendo sanitaria, mi obbliga a pagare l'iscrizione ad un albo, ad accumulare i crediti ECM, ecc. Vorrei sapere se, accanto agli obblighi, ci sono anche dei diritti. Di questo non ne sta rendendo conto nessuno: di certo non la ASL o la Regione.

L'Ordine professionale provinciale ad oggi ha solo creato una survey online per sapere chi desidera essere vaccinato. Ci dice che l'ha mandata in Regione. Chissà a chi, chissà quando, con che tipo di richiesta… non é dato saperlo e personalmente penso che € 120 all'anno  di iscrizione all'Ordine siano troppi per girare una manifestazione di interesse alla vaccinazione in Regione.

Grazie per l'ascolto paziente e buon lavoro a tutti Voi

Irina Podda
Logopedista, Liguria

Irina Podda

09 Febbraio 2021

© Riproduzione riservata

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