Ancora troppa confusione sulla formazione in Medicina generale

Ancora troppa confusione sulla formazione in Medicina generale

Ancora troppa confusione sulla formazione in Medicina generale

Gentile Direttore,
le scrivo nuovamente per provare ad oggi a fare il punto della situazione sulla questione e per dare voce a quelli che sono i medici in lista d’attesa, gli ormai famigerati più che famosi medici appartenenti all’imbuto formativo: dico famigerati ironicamente, ricordando gli appellativi negativi con i quali i colleghi appartenenti alle schiere Fimmg ci hanno etichettato (in ultimo “tersilliani”).

Quello che fino a poco tempo fa era proposta oggi è diventata legge e ha prodotto il suo primo risultato: in graduatoria per la convenzione in medicina generale possono partecipare coloro che stanno facendo il corso di formazione.

Ora mi chiedo: dove sono finiti i paladini difensori della formazione? In questo caso, è corretto che non si sia terminato il corso? Non è pericoloso che un medico abilitato a febbraio, possa avere nel giro di breve l’onore di ricevere pazienti in convenzione? Attualmente la legge giustifica che un medico neoabilitato con al massimo 1 o 2 mesi di esperienza possa occuparsi di un cittadino ma non che un medico, di 5 o più anni di esperienza lavorativa, possa partecipare al bando per lo stesso incarico e non solo, neppure avere le formazione che possa permettere un giorno a questo medico di ottenere quella convenzione.
 
Così il neoabilitato in corso di formazione di medicina generale continua il suo percorso formativo lavorando e quello più anziano continua a lavorare (in altre modalità come il tempo determinato in continuità assistenziale o in nella medicna dei servizi) senza formazione in nome della stesssa carenza, violando le normative europee (art.29 della direttiva europea 36/2005) come ha ricordato il collega Dr. Postorino Daniele nel recente incontro al Senato (05/03/2019).

Con questa premessa, cosa dobbiamo aspettarci noi medici che da anni reggiamo il SSN alle basi, i camici grigi senza formazione? Continueremo a lavorare? O ci saranno tagli dei servizi a discapito del cittadino?

Leggiamo: aumento dei posti nelle specializzazioni mediche del 30%, 8.000 posti quest’anno; confermati i 2000 posti per la medicina generale; dunque? I candidati sono stati stimati intorno ai 18.000, non mi pare cosi’difficoltoso il calcolo…

Le borse sono state aumentate, come alcune associazioni sindacali chiedevano e il risultato? Avremo di nuovo un imbuto formativo poiché nessuno ha fatto proposte concrete per riassorbire quest’ultimo.

In questi ultimi mesi molti sindacati si sono espressi a favore per quella che è la questione dei camici grigi quasi come se fosse diventata la moda del momento.

Abbiamo udito le parole dell’Onorevole Tuzi in cui accoglie con favore le preoccupazioni dei medici che stanno lavorando violando le norme europee, ricordando che non si devono fare gli interessi di una classe medica ma si deve salvaguardare la formazione e la tutela del lavoro di tutti i medici; il Ministro Giulia Grillo, da sempre in prima linea sull’argomento, ribadisce di incontrare resistenze enormi da parte delle stesse Federazioni, sindacati, Regioni che da anni hanno impedito un processo di cambiamento, il quale è necessario poiché non solo ci sono medici che svolgono attività senza titolo da anni, ma perché questi medici, proprio a causa dell’evidente carenza, saranno costretti a continuare a farlo a meno che non si decida di privatizzare molti servizi.

Chi ne farà le spese? I cittadini e ormai si sa, i camici grigi.

In balia di un governo che continuamente si manifesta divergente su molte questioni, ci si chiede: come sia possibile che un emendamento ( il 9.2 Patuanelli) già scritto e approvato dal governo stesso, che aveva senso considerarlo un tutt’uno con la parte resa legge (mi riferisco alla convezione a chi è in formazione), non sia più stato riproposto nonostante l’urgenza in tema carenze?

Quali sono gli interessi di queste forze che si oppongono?

Nel frattempo, si sceglie, ci si affida ad un sindacato nella speranza che tuteli il diritto al lavoro della categoria e non di una parte.

Dr.ssa Luisa Paruzzo
Medico precario (neo iscritta SNAMI), Piemonte 

12 Aprile 2019

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