40 anni di Ssn e l’importanza di continuare a parlare di formazione

40 anni di Ssn e l’importanza di continuare a parlare di formazione

40 anni di Ssn e l’importanza di continuare a parlare di formazione

Gentile Direttore,
il 23 dicembre 1978, con la legge 833, veniva ufficialmente istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Un momento fondamentale per il nostro Paese, in cui i principi di universalità, uguaglianza, ed equità sono stati posti al centro di un sistema sanitario completamente rinnovato. Sono passati esattamente 40 anni da allora e quei principi che diamo per scontati iniziano a scricchiolare. La sostenibilità del sistema, per come lo conosciamo ora, non è più data per scontata: le disuguaglianze in salute crescono pericolosamente, gli investimenti si riducono, e sempre più professionisti scelgono di abbandonare il mondo della sanità pubblica, se non addirittura il Paese.
 
E la formazione?
Già all’epoca dell’istituzione del SSN si era intuita l’importanza della formazione nel raggiungimento dei sui principi fondamentali: all’articolo 2 della 833 si fa esplicito riferimento alla “formazione professionale e permanente nonché l’aggiornamento scientifico culturale del personale del servizio sanitario nazionale”.
 
Dal 1978 ad oggi, di passi avanti ne sono stati fatti tanti.
 
Le generazioni di medici in formazione che ci hanno preceduto infatti non avevano una retribuzione per il loro percorso di specializzazione, non avevano diritti minimi da un punto di vista contrattuale, erano in mano alle più svariate baronie per l’accesso alle Scuole, non potevano ruotare su reti formative accreditate secondo precisi standard qualitativi.
 
Per fortuna le cose sono cambiate e questi traguardi per cui ci siamo battuti li rivendichiamo con orgoglio.
 
Eppure, i segnali che stiamo ricevendo non sono purtroppo incoraggianti. Leggiamo di proposte che puntano a frammentare percorsi formativi con canali paralleli su base Regionale, a tagliare di netto la durata di alcuni corsi sulla base di mere esigenze economiche e a utilizzare gli specializzandi come tappabuchi per sopperire a carenze di organico.
I medici in formazione specialistica, nonostante siano tutelati – almeno sulla carta – dal punto di vista lavorativo, continuano a pagare l’alto prezzo di una formazione non adeguata a quelli che sono gli standard europei; allo stesso modo la comunità paga l’altissimo prezzo di una politica miope che, non investendo in formazione medica, rischia in futuro di non poter garantire la salute dei cittadini e mette un’ipoteca sulla qualità del Sistema Sanitario Nazionale.
 
Molti sono i punti su cui ancora si deve intervenire: le risorse per colmare l’imbuto formativo tra neo-abilitati e aspiranti specializzandi non sono ancora sufficienti, la qualità formativa è disomogenea anche tra Scuole dello stesso Ateneo e, una volta terminata la specializzazione, i neo-specialisti devono affrontare un giungla di precariato e di insicurezza anch’esse dettate dall’unica esigenza di fare cassa.
 
La formazione medica è un patrimonio della collettività e va salvaguardata ad ogni costo per la tutela del Servizio Sanitario Nazionale. Ci vuole coraggio, ci vuole lungimiranza, ci vuole determinazione.
Ci rendiamo conto che la scelta non è popolare perché i frutti delle strategie messe in campo oggi si vedranno solo tra molti anni.
 
Se però vogliamo che a tutti sia garantito il diritto alla Salute dobbiamo valorizzazione subito quelle generazioni che con entusiasmo e passione stanno imparando ora la professione tra le mura dell’università, negli ospedali e sul territorio.
 
Non possiamo continuare a raccontarci la favola del sistema sanitario migliore del mondo e sperare che tutto rimanga così, se poi non si forniscono alle prossime generazioni di medici le opportunità, le risorse e gli adeguati strumenti culturali, teorici e pratici per rispondere alle sfide che ci ritroveremo ad affrontare per la tutela della Salute.
 
Bisogna investire in qualità e garantire che da Milano a Palermo tutti i medici si formino allo stesso livello e nel migliore dei modi possibili.
L’alternativa è aspettare il collasso del sistema per piangere poi amare lacrime di coccodrillo.
Noi di FederSpecializzandi da 15 anni siamo a fianco dei nostri colleghi e continueremo a lottare per migliorare la formazione, avendo ben chiari quei principi di universalità, uguaglianza, ed equità che ci guidano e che ricordiamo oggi in questo compleanno così speciale.
Per cui, tanti auguri Servizio Sanitario Nazionale.
Che gli specializzandi di oggi e domani ti possano celebrare ancora per tanto tempo.
 
Federspecializzandi

23 Dicembre 2018

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