Personale sanitario e socio sanitario e formazione professionale: servono nuovi percorsi

Personale sanitario e socio sanitario e formazione professionale: servono nuovi percorsi

Personale sanitario e socio sanitario e formazione professionale: servono nuovi percorsi

Gentile direttore,
esistono parole e argomenti facili, leggeri; sussistono contenuti profondi, scientifici o morali capaci di grandi respiri, ambizioni e aspettative; poi ci sono questioni difficili da affrontare, che richiedono una delicatezza estrema, perché parlarne è impegnativo, perché il rischio è quello di urtare la altrui sensibilità, risultando scorretti, sgradevoli, antipatici. Allora sorge naturale l’esigenza di specificare la centralità del problema. Il nostro settore ha, nella sua vocazione, la cura e l’assistenza nei confronti di persone che, più o meno lentamente, vanno perdendo la loro autonomia.

Questa vocazione porta a tenere gli occhi fissi sulla persona da accudire, da mantenere, da curare. Empatia e professionalità, formazione continua e contratti decorosi sono la base per restituire agli operatori del settore un compenso adeguato al loro impegno, che non può perdere qualità, perché rivolto alle persone, per correttezza, per rispetto al senso del lavoro e agli individui.

Arrivando al dunque, una delle figure più significative ed importanti del nostro settore è l’infermiere, colui che apporta una competenza specifica essenziale, un ruolo, una responsabilità nel gestire le consegne della direzione sanitaria. Ma non solo, un coordinatore, un esempio, una guida nei momenti critici, una forza in più nelle emergenze.

Accade che manchino infermieri e che sia necessario cercarli all’estero, tra mille peripezie. Spesso sono molto stranieri e sono stranieri, per questo motivo molto lontani dalle forme culturali del nostro territorio e del nostro paese; sono ottime persone, sicuramente, ma distanti nelle comunicazioni, nella gestualità nelle forme, sebbene empatiche, appartengono ad altri mondi, ad altri scenari, ad altre lingue.

Allora la persona in difficoltà incontra altre fatiche, innanzi a qualcuno, che pur nella migliore delle predisposizioni possibili, pur formato in tutti i sacrosanti carismi, in tutte le materie, di fondo, non lo capisce e impiegherà mesi a farlo e a farsi conoscere e comprendere. Sia sempre più chiaro, non sussiste nessun intento discriminatorio, solo l’esigenza di avere tecnici, empatici, formati, pronti nel comprende la realtà che li circonda e, in primis, la persona da curare.

Non c’è rabbia o razzismo in questa riflessione, quanto l’intento di proporre opportunità differenti, sul poter e voler costruire nuove chance qui, sul nostro territorio, nuovi ruoli, nuove professioni. Parlando di formazione professionale, senza nulla togliere alle università, ragionando sui numeri, sui cambiamenti, sulla riduzione degli iscritti alle accademie pubbliche; si potrebbe pensare a una formazione diversa? Se l’università pubblica perde studenti, se non si laureano professionisti per le nostre strutture e se le assistenze pubbliche assorbono tutto il mercato, ai privati non resta che appoggiarsi a serbatoi esteri, nei paesi in cui è riconosciuta una equipollenza in termini di formazione ed esperienza. Ma che cosa certifica questa parificazione? Forse, osservando i percorsi riconosciuti per i paesi esteri, potremmo ragionare ed eventualmente proporre iter scolastici o extra-scolastici fortemente competitivi con quelli che stanno fuori Italia, assolutamente adeguati, interessanti per il nostro fabbisogno di operatori specializzati, essenziali per sostenere il bisogno di lavorare dei nostri giovani.

Nel combattere la disoccupazione e sostenere l’occupazione, offrendo nuove forme di professionalizzazione e nuove figure, potremmo restituire ai nostri anziani, ai nostri cari, alla fascia più fragile della nostra popolazione non solo una risposta rapida nella comprensione, comunicazione e vicinanza, non solo nella professionalità, quanto anche nella speranza per le nuove generazione, per i nostri giovani e per il nostro paese.

Luca Pallavicini
Presidente di Confcommercio Salute, Sanità e Cura

20 Giugno 2023

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