Il grande “bluff” sulla libera professione dei dipendenti del Ssn

Il grande “bluff” sulla libera professione dei dipendenti del Ssn

Il grande “bluff” sulla libera professione dei dipendenti del Ssn

Gentile Direttore,
sono la presidente dell’Associazione Nazionale dei Professionisti Sanitari in Evoluzione ANPSE, associazione a tutela dei diritti delle 22 professioni sanitarie. Le scrivo in quanto è da oltre un mese in vigore l’art 13 DL.30 marzo 2023 n54, convertito in legge 26.5.2023 n56, norma inerente allo svolgimento della libera professione, al di fuori dell’orario istituzionale, per i Professionisti Sanitari dipendenti del Ssn.

Nonostante la legge vigente riceviamo dalle migliaia di professionisti che seguono e sostengono ANPSE l’atteggiamento “ostile” da parte di molte Aziende del SSN ad applicare tale disposizione, con mancate risposte, rifiuti non giustificati, attesa di pronuncia da parte delle regioni di appartenenza, assenza di interlocutori diretti, ecc.

Il tutto si traduce nella lungaggine delle risposte, nella negazione del diritto dei Professionisti Sanitari a svolgere libera professione, alla accentuazione della disparità di diritti e trattamento sulla stessa materia per quanto già concesso alla dirigenza medica dal lontano 1991 poi modificata in legge strutturata nel 1992, Art 4 comma 10 e art 15 quinquies del d. Lgs 502/92, meglio conosciuta come riforma Bindi, insomma siamo ancora indietro di ben oltre 30 anni !

ANPSE non starà ferma a guardare, raccoglierà tutti i dinieghi per farne oggetto di studio con i legali dell’Associazione e successivamente intraprenderà azioni a tutela dei diritti dei Professionisti Sanitari.

Egregio Direttore scrivo a nome di tutti i Professionisti Sanitari con il buon auspicio che la Politica, Istituzioni, Ordini e Sindacati intervengano sul tema in questione ad attuare l’esercizio del diritto ad esercitare la libera professione e favorire una legge strutturata alla pari di quanto già concesso alla Dirigenza medica.

È ancora vivo e scottante il passaggio di modifica, nella notte, da art 11, ove era prevista una reale libera professione, all’attuale art 13 con lacciuoli e vincoli temporali.

Aspettiamo risposte concrete con adeguamenti degli stipendi alla media europea, libera professione e indennità di esclusività, docenze di ruolo, maggiore autonomia professionale e tanto altro ancora, ovvero misure da adottare in risposta alla crescente cronicità sul territorio e alla scarsa attrattiva dei giovani verso le professioni sanitarie. Non condividiamo le proposte di creare nuove professionalità con ridotti percorsi di formazione o ricorrere a professionisti dall’estero per colmare la carenza di Professionisti Sanitari italiani.

Libera Maria Santamaria
Presidente ANPSE

Libera Maria Santamaria

03 Luglio 2023

© Riproduzione riservata

La responsabilità professionale del medico imprigionata nel sistema della colpa
La responsabilità professionale del medico imprigionata nel sistema della colpa

Gentile Direttore, la responsabilità professionale del medico rappresenta uno dei temi più delicati del diritto sanitario. Nasce dall’incontro tra due dimensioni che dovrebbero dialogare armoniosamente: da un lato il principio...

Il farmacista clinico esce dall’ombra, ma ora deve trovare spazio nel Ssn
Il farmacista clinico esce dall’ombra, ma ora deve trovare spazio nel Ssn

Gentile Direttore,in questi tempi la figura del Farmacista Clinico sta uscendo dalla “zona protetta” della professione del farmacista ospedaliero per diventare una figura conosciuta, considerata e richiesta anche nel nostro...

L’Italia di fronte alla sfida del Parkinson
L’Italia di fronte alla sfida del Parkinson

Gentile Direttore,la Giornata Mondiale del Parkinson quest’anno segna un passaggio importante non solo sul piano simbolico, ma soprattutto su quello istituzionale. Per la prima volta, infatti, l’Istituto Superiore di Sanità...

Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)
Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)

Gentile Direttore, c’è un paradosso che riguarda oggi il Ssn: mentre continuiamo a definirlo universalistico, l’accesso reale alle cure sta diventando sempre più diseguale. Non si tratta di una rottura...