Ictus, ogni minuto conta. Ecco come l’Action Plan for Stroke in Europe traccia la rotta europea

Ictus, ogni minuto conta. Ecco come l’Action Plan for Stroke in Europe traccia la rotta europea

Ictus, ogni minuto conta. Ecco come l’Action Plan for Stroke in Europe traccia la rotta europea

Gentile Direttore,
il 29 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’ictus, ricordiamo a tutti che riconoscere subito i sintomi e attivare l’emergenza salva vite e autonomia: time is brain! Agire tempestivamente perché ogni minute conta, non è uno slogan ma un dovere civico.

In Europa, ogni anno, parliamo di oltre 1,1 milioni di nuovi ictus, circa 460mila decessi e quasi 10 milioni di persone che vivono con gli esiti della malattia. L’ictus pesa anche sui conti: circa 60 miliardi di euro nel 2017 in Europa fra spesa sanitaria, sociale, produttività e assistenza informale, con proiezioni a circa 86 miliardi entro il 2040 senza un’accelerazione su prevenzione e qualità delle reti. Dietro ogni cifra, però, ci sono storie di vite interrotte che possiamo aiutare nel riprendere il loro corso.

Le scrivo in qualità di Chair dell’Action Plan for Stroke in Europe (SAP‑E), l’iniziativa congiunta di European Stroke Organisation e Stroke Alliance for Europe. Il SAP‑E è una vera tabella di marcia fino al 2030, con obiettivi misurabili: ridurre del 10% il numero assoluto di ictus, garantire che il 90% dei pazienti sia trattato in Stroke Unit come primo livello di cura, dotare ogni Paese di un piano nazionale per l’ictus cerebrale che riguardi il percorso di cura dalla fase acuta alla vita dopo l’ictus, e siano attuate strategie multisettoriali di sanità pubblica.

Quanto costa non agire bene e per tempo? Una recente revisione sistematica sui costi lungo la continuità delle cure (Health Economics Review, 2023) ci presenta tre messaggi chiari:
quasi la metà della spesa si concentra dopo la fase acuta;
l’assistenza ospedaliera pesa da sola circa il 45% del totale nel primo anno;
i costi sociali (assistenza formale/informale) crescono fino al 300% dopo un anno.

La spesa media per paziente varia molto a seconda dei sistemi e delle metodologie di calcolo e misurazione: un’ulteriore prova che servono standard comuni di misurazione per confrontare, imparare e migliorare.
È esattamente la logica del SAP-E: standard condivisi, indicatori comuni e trasparenza.

Con lo Stroke Service Tracker (SST) misuriamo annualmente organizzazione, tempi e accesso alle terapie e ai servizi di cura; i dati relativi al 2023 mostrano progressi ma anche divari: bene la crescita, insufficiente l’equità.

Sul campo, la telemedicina sta già portando buona cura ovunque: le reti telestroke connettono ospedali spoke e centri hub in tempo reale, condividendo clinica e imaging, decidendo rapidamente su terapie e trasferimenti. È un modello che riduce i ritardi e accorcia le distanze geografiche, a favore dei cittadini che vivono lontano dai grandi centri.

Lo sguardo va oltre: personalizzazione e intelligenza artificiale (IA) come alleati – non sostituti – dei team clinici. In acuto, strumenti di supporto decisionale aiutano a velocizzare i percorsi; nel post-acuto, tele-riabilitazione, monitoraggio dell’aderenza e stratificazione del rischio permettono piani su misura e prevenzione delle recidive. Il SAP-E integra questa visione: più misurazione, più qualità, più equità lungo tutto il percorso.

Cosa serve, concretamente, oggi?

  1. Dotare ogni Paese europeo di un Piano Nazionale per l’ictus cerebrale.
  2. Adottare, misurare e pubblicare gli indicatori dello Stroke Service Tracker: la trasparenza accelera il miglioramento.
  3. Prevenzione che raggiunge le persone
  4. Cure sempre più personalizzate, dai sistemi di supporto alle decisioni cliniche all’assistenza digitale a domicilio.
  5. Transizioni protette e vita dopo l’ictus: riabilitazione tempestiva, piano individuale alla dimissione e follow-up a 6 mesi per tutti i pazienti.

Nell’ictus, i minuti valgono anni di vita: ogni ritardo costa alle persone funzione, lavoro, relazioni. Ma se quei minuti sono inseriti in una continuità delle cure ben organizzata, la storia può ripartire con più autonomia e qualità di vita.

Se la Giornata mondiale dell’ictus è il promemoria, il SAP-E è il cantiere permanente.
È necessario l’impegno delle istituzioni per battere l’ictus, per questo oggi chiedo che anche il Ministero della Salute italiana, firmi la Declaration dell’Action Plan for Stroke in Europe, impegnandosi ad allineare l’Italia a standard condivisi e buone pratiche europee.

Francesca Romana Pezzella
Neurologo, Stroke Unit, Ao S Camillo Forlanini, Roma
Chair, Action Plan for Stroke in Europe, European Stroke Organization

Fonti: https://actionplan.eso-stroke.org; https://www.world-stroke.org/world-stroke-day-campaign;

Francesca Romana Pezzella  

29 Ottobre 2025

© Riproduzione riservata

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