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La disoccupazione delle ostetriche è colpa del mancato investimento su queste figure professionali

di Miriam Guana

21 GIU - Gentile Direttore,
con amarezza si rileva dai dati forniti da Angelo Mastrillo, Segretario della Conferenza dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie pubblicato su QS che il fenomeno relativo alla disoccupazione delle neolaureate ostetriche è in aumento. Dai dati dell’ultimo rapporto ALMA LAUREA 2019 (profilo e condizione occupazionale dei laureati 2017) emerge che le ostetriche sono collocate al quart’ultimo posto delle 22 professioni sanitarie in termini di occupazione (il 48.6% rispetto alla media del 70,3 a distanza di un anno dalla laurea). Questa professione, che si esprime prevalentemente al femminile, purtroppo soffre oramai da più di 10 anni questa frustrante condizione più volte e in diversi contesti evidenziata dai rappresentanti di categoria; con una perdita di 12 punti percentuali rispetto 11 anni fa (2007).

Fatto paradossale se si considera che questo profilo, rispetto alle 22 professioni sanitarie è al 4 posto per interesse (appeal) da parte delle giovani donne (rapporto di 1 posto/7,5 domande 2018-19 ; 1 posto/8,9 domande 2917-18 – Rapporto Mastrillo 2018).

Essendo una professione impiegata prevalentemente nel sistema della salute pubblico, il blocco delle assunzioni degli ultimi anni ha contribuito all’espansione costante del fenomeno nei neolaureati.

Ma questa non è comunque l’unica spiegazione.

Syrio Società Italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-neonatali, coglie l’occasione della pubblicazione del Dott. Mastrillo per mettere in evidenza che una della cause principali della disoccupazione che da tempo affligge il gruppo professionale, continua ad essere il mancato investimento delle ostetriche nei servizi dell’area ostetrica ginecologica e neonatale del sistema salute pubblico, nei quali altri profili sono impiegati, sebbene quello dell’ostetrica/o (DM 740/94), sia l’unico pertinente alle cure ostetrico-neonatali e ginecologiche.

Il titolo abilitante alla professione comporta, infatti, l’acquisizione a livello di base, delle competenze teorico-pratiche necessarie dopo un percorso triennale di studi universitari incentrati essenzialmente sui temi della salute riproduttiva, neonatale e di genere, alle quali poi nel post base e nella formazione continua si aggiungono competenze avanzate nei diversi settori di specifica pertinenza.

Attraverso le raccomandazioni più recenti dell’OMS e della la letteratura scientifica più accreditata è riscontrabile Il ruolo fondamentale della professione ostetrica nel garantire nel percorso nascita cure di qualità (appropriate, efficaci, sicure, eque, ecc ), in rispondenza alle più autorevoli linee guida internazionali nell’ambito della gestione della gravidanza, del parto e del puerperio. In letteratura è riportato anche il ruolo fondamentale della professione ostetrica nella promozione del benessere della persona e degli stili di vita sani, nella tutela della fisiologia dei processi riproduttivi, nel fornire sostegno, supporto e la continuità delle cure, nel favorire l’empowerment della donne e la tutela dei diritti delle madri e dei loro bambini.
 
L’ostetrica nel mondo è considerata la caregiver più appropriata per le donne per i loro figli e per le loro famiglie, nonché garante della difesa dei loro diritti umani.

Per concluderei dati dell’ultimo rapporto ALMA LAUREA 2019 (profilo e condizione occupazionale dei laureati) che riguardano la grave e costante situazione disoccupazionale delle neolaureate rappresentano un’opportunità per ricordare l’apporto specifico e competente delle ostetriche nella società ed il loro contributo nel miglioramento degli esiti di salute sessuale, riproduttiva, materna e neonatale; inoltre per motivare ed orientare i responsabili delle politiche socio-sanitarie e del governo delle risorse umane ad investire di più ed in modo appropriato sulle risorse ostetriche riconoscendone il ruolo e le competenze distintive, garanti di un’assistenza e di cure di qualità e sicure in ambito ostetrico-ginecologico e neonatale.

Miriam Guana
Presidente Syrio


21 giugno 2019
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