Case di Comunità. Non solo non siamo ostili ma ci vogliamo entrare e contribuire pure alle spese

Case di Comunità. Non solo non siamo ostili ma ci vogliamo entrare e contribuire pure alle spese

Case di Comunità. Non solo non siamo ostili ma ci vogliamo entrare e contribuire pure alle spese

Gentile Direttore, come tutti i medici di famiglia marchigiani assisto attonito alla surreale proposta di riforma per cui la risposta alla copertura delle Case di Comunità andrebbe trovata in canali alternativi alla convenzione. Resto attonito, stupito e disorientato perché...

Gentile Direttore,
come tutti i medici di famiglia marchigiani assisto attonito alla surreale proposta di riforma per cui la risposta alla copertura delle Case di Comunità andrebbe trovata in canali alternativi alla convenzione. Resto attonito, stupito e disorientato perché se una parte delle regioni ci vuole ostili alla partecipazione nelle CDC nella mia realtà regionale e provinciale la situazione è diametralmente opposta.

Oramai quasi un anno fa abbiamo infatti siglato l’AIR Marche che rimandava agli accordi aziendali l’individuazione dei criteri di assegnazione delle strutture aziendali, comprese proprio le CDC.

Come Segretario Provinciale della FIMMG ho sottoscritto personalmente un accordo (allegato) che individuava appunto non solo i criteri per l’assegnazione dei locali ma anche la corresponsione di un quantum economico da restituire all’azienda come contributo spese, rimanendo inoltre a nostro carico le spese per la telefonia, Internet e i rifiuti speciali.

Come dire: non solo non siamo ostili ma ci vogliamo entrare e contribuire pure alle spese.

La mia medicina di gruppo, che già oggi sempre grazie all’AIR Marche siglato ad Agosto 2025, garantisce un’assistenza continuativa di 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì ai nostri assistiti, ha partecipato alla manifestazione di interesse e siamo risultati vincitori e quindi assegnatari dei locali all’interno della Casa di Comunità.

Siamo pronti ad entrarci e spostare dentro anche l’attività di segreteria e l’infermiere; eppure, ancora oggi non riusciamo a fare un primo sopralluogo perché la CDC, finanziata dai fondi del PNRR, non è ancora disponibile per la messa a terra.

Ma non è tanto questo il punto, non abbiamo alcuna fretta e urgenza, la stragrande maggioranza delle altre Case della Comunità dell’azienda già vedono oggi la più ampia partecipazione dei medici con i loro studi al loro interno mentre laddove ci sono criticità, sempre grazie all’AIR Marche, l’azienda ha tutti gli strumenti contrattuali per far partire l’ambulatorio delle urgenze non differibili attraverso il coinvolgimento dei medici a ruolo unico oppure dei medici che ne diano disponibilità, come disciplinato dall’ACN vigente.

Un impianto contrattuale, quello dell’AIR Marche, costruito in sinergia con la Regione Marche anche e soprattutto per rispondere a quelle stesse criticità che oggi ci vediamo contestare dalle Regioni.

Ma non siamo certamente l’unica regione che ha risolto questo non-problema, si sono susseguiti nel corso dell’ultimo anno tutta una serie di accordi regionali più o meno sullo stesso tema.

Quello che manca oggi e che forse le regioni più in difficoltà con le scadenze dovrebbero richiedere, è una messa a regime nazionale delle esperienze regionali già oggi praticate, solide e funzionali. Lo possiamo fare, lo vogliamo fare, ma siamo impantanati in una discussione e in un braccio di ferro che ci vedrà sempre fermamente convinti che l’unico canale di accesso alla professione debba passare attraverso la convenzione, perché la dipendenza, in un contesto nazionale dove i medici dirigenti stessi fuggono dall’ospedale per riversarsi anche nel territorio, non può che essere il pretesto funzionale a creare quella voragine assistenziale che a quel punto solo il privato potrà colmare.

Dr. Claudio Cappelli
Segretario Provinciale FIMMG – Ascoli Piceno

15 Maggio 2026

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