Un’unica “casa” per i massofisioterapisti

Un’unica “casa” per i massofisioterapisti

Un’unica “casa” per i massofisioterapisti

Gentile Direttore,
dubito fortemente che tutti i professionisti coinvolti nell’istituzione dei 18 elenchi speciali ad esaurimento siano a conoscenza delle disposizioni della legge n.145 del 2018. Uno dei timori è la scarsa pubblicizzazione degli atti, in ogni ordine e grado di strutture: siano esse pubbliche, private convenzionate o semplicemente private.
 
Questo rischierebbe di escludere, come già avvenuto in passato per altre misure adottate, degli aventi diritto all’iscrizione agli elenchi speciali. Accanto a questa apprensione ve n’è una maggiore: le conseguenze che la legge n.145 del 2018 ed il DM 9.08.2019 produrranno dal 1°gennaio 2020. Infatti i provvedimenti escluderanno dal mercato tutti quei soggetti che non avranno maturato almeno 36 mesi lavorativi negli ultimi 10 anni. Come lei saprà Direttore, ho sempre osteggiato questi atti poiché illegittimi ed incostituzionali.
 
La Costituzione, a cui tutti dovremmo rifarci al momento della promulgazione di leggi e decreti attuativi, ci insegna che: “E` prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale”. Al contrario sia la legge n.145 del 2018 che il DM 9.08.2019 confliggono col dettato costituzionale in quanto impongono un limite temporale che impedisce l’iscrizione ad un elenco e contestualmente inficia un titolo e la stessa abilitazione professionale. Casualmente tutto ciò non avviene per l’iscrizione ad un Ordine o Albo.
 
Gli atti in questione nemmeno pongono delle clausole di garanzia per la conclusione dei corsi già autorizzati al momento dell’entrata in vigore della legge n.145 del 2018. Qualora non si intervenga urgentemente, e mi rivolgo al Ministro della Salute Speranza, al Presidente dell’Ordine Beux e alle Organizzazioni Sindacali, vi è la certezza di creare un problema sociale (non solo per i massofisioterapisti) che se risolto comporterebbe la possibilità di salvare posti di lavoro e garantirne ulteriori assicurando la conclusione dei corsi autorizzati entro il 31.12.2018.
 
Mi permetta inoltre di esprimere il totale dissenso dall’atteggiamento avuto da parte di tutte le sigle di massofisioterapisti, nel colloquio video del 1°ottobre ultimo scorso, col presidente dell’Ordine dei TSRM Beux. Infatti tutte le “associazioni” si sono limitate a recepire l’assenza di una proroga della procedura di iscrizione agli elenchi speciali.
 
E non a proporre un prolungamento dei termini, ed una modifica dei provvedimenti a tutela di migliaia di professionisti esclusi semplicemente per non aver maturato 36 mesi lavorativi negli ultimi 10 anni. Personalmente non ho mai accettato questa forma di assoggettamento e di sudditanza psicologica nei confronti di un qualsiasi rappresentante istituzionale, poiché l’onere di rappresentare una categoria comporta il dovere morale di formulare soluzioni meritevoli di un confronto costruttivo e democratico.
 
Fortunatamente, sia le Organizzazioni Sindacali (il 9.07.2019 ed il 16.09.2019) quanto il Consiglio Straordinario dei TSRM lo scorso 21.09.2019 (allego la mozione), hanno richiesto, al Parlamento ed al Ministro Speranza, una proroga dei termini di cui al comma 537 della legge 145 del 2018.
 
Contrariamente alle “associazioni di massofisioterapisti” il sottoscritto, in maniera del tutto indipendente, chiede al Presidente Beux la pubblicazione dei nominativi di coloro che costituiranno le commissioni per la valutazione dei criteri per l’accesso agli elenchi speciali ad esaurimento.
 
Considerato che la comunicazione dovuta, non comporta la violazione della privacy; oltre a trasmettere la relativa missiva, ai Presidenti degli Ordini TSRM, per la questione in oggetto.
 
Ricordo a chi, tra la fine del 2018 ed inizio 2019, si attribuì totalmente il merito dell’entrata in vigore della legge n.145 del 2018, di spiegare anche su quale base giuridica si fondano i 36 mesi lavorativi, anche non continuativi, negli ultimi dieci anni, se veramente si ha merito il merito dell’entrata in vigore del provvedimento?
 
Nella nota del Presidente dell’Ordine dei TSRM, ai Presidenti degli Ordini dei TSRM, del 27.09.2019 scrive: “A tal fine, constatato che i Massofisioterapisti non hanno una o più AMR alle quali fare riferimento…”.
 
Sulla base della comunicazione del Presidente Beux, invito pubblicamente tutte le sigle di massofisioterapisti a chiudere i loro Direttivi e le loro “associazioni” per fondarne solo una in rappresentanza degli interessi della categoria.
 
In modo tale da dimostrare:
1) che i massofisioterapisti hanno un'unica sigla maggiormente rappresentativa al contrario di ora.
2) Se veramente tutte le sigle sono interessate a difendere, in primis, gli interessi e la dignità della categoria lo facciano, altrimenti risulterebbe palese a tutti la difesa degli introiti di ogni singola “associazione”. E anche eventuali accordi tra sigle, fine a sé stessi, dimostrerebbero quanto appena comunicato.
3) In un momento storico come questo la creazione di un’unica sigla di massofisioterapisti sarebbe perfetto anche per poter raggiungere in maniera più agevole tutti gli obiettivi ancora sul tavolo. Oltre alla possibilità ed opportunità di vedere accreditata la nuova sigla presso il Ministero della Salute quale soggetto maggiormente rappresentativo.
 
Cosma Francesco Paracchini
Massofisioterapista

18 Ottobre 2019

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