Bene la formazione dei medici negli ospedali

Bene la formazione dei medici negli ospedali

Bene la formazione dei medici negli ospedali

Gentile direttore,
continuo a leggere con interesse I vari interventi riguardo la mancanza di medici in Italia, l’età avanzata di chi fa le guardie e la mancanza di posti nelle scuole di specialità. Le soluzioni non sono semplici ma neanche impossibili. Come ho scritto in passato la chiave sta nel cambiare il metodo di training che si è dimostrato già da anni inadeguato. La quasi minaccia dell’importazione di medici specialisti dall’estero non fa in realtà paura perché pochissimi paesi del mondo hanno un training peggiore dell’Italia.

I medici possono essere tranquillamente formati negli ospedali come avviene in ogni paese. Ai giovani medici deve essere insegnato il lavoro come si deve, non importa se all’univesità o in ospedale. I giovani in cambio devono lavorare più ore (non conosco nei dettagli le normative europee sul training dei giovani medici). Negli USA 80 ore a settimana sono la regola.

E’ ovvio che I medici non dovrebbero lavorare gratis. E neanche costretti a lavorare più del necessario. Chi resta oltre l’orario dovrebbe essere pagato molto meglio. Ma non nello stesso modo, come stabilito da tabelle sindacali. Chi svolge attività complesse dovrebbe prendere di più rispetto a chi tira I remi in barca eseguendo prestazioni a basso rischio e bassa complessità.
 
Uno dei motivi del burn out è il non vedere riconosciuta in maniera tangibile la propria professionalità. Lasciate fare le guardie in ospedale ai giovani e abbiate gente in gamba reperibile per interventi più complessi. In Italia di medici ce ne sono ancora tanti. Io ho lavorato in Africa, li ce ne sono veramente pochi.
 
Chi si sente cosi bravo da fare privato faccia solo quello e lasci spazio ad altri nel pubblico.
 
Gregorio Maldini
Medico chirurgo, Honolulu (Usa)

13 Giugno 2018

© Riproduzione riservata

Autonomia professionale: tra la fuga in avanti degli infermieri e i passi indietro del TSRM
Autonomia professionale: tra la fuga in avanti degli infermieri e i passi indietro del TSRM

Gentile Direttore, ho letto con estremo interesse l’intervento del collega Antonio Alemanno sull’irresistibile tentazione di dividere le professioni sanitarie. Si tratta di una riflessione lucida che centra perfettamente il punto:...

Suicidio medicalmente assistito, il Position Paper Sicp e il dilemma del non abbandono
Suicidio medicalmente assistito, il Position Paper Sicp e il dilemma del non abbandono

Gentile Direttore, com’è noto in Italia negli ultimi mesi mesi 4 Regioni (Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna, Veneto) hanno legiferato sul SMA (Suicidio Medicalmente Assistito), e ora un quarto dei cittadini (circa...

Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei medici
Dimissioni dal Ssn: la voce inascoltata e l’esodo dei medici

Gentile Direttore,l’indagine Anaao sulle dimissioni volontarie dal SSN, che hanno superato i pensionamenti, ha suscitato preoccupazione e un ampio dibattito. Queste scelte individuali, dai rilevanti effetti collettivi, possono essere lette...

Libera professione, quasi nessuno la utilizza. Servono regole più semplici
Libera professione, quasi nessuno la utilizza. Servono regole più semplici

Gentile Direttore,meno di due infermieri su cento utilizzano la possibilità di svolgere attività professionale extraistituzionale in deroga al vincolo di esclusività. È un dato che, credo, meriti di entrare nel...