Cancro. Il “tumor board” è già un requisito obbligatorio per definire diagnosi e cura

Cancro. Il “tumor board” è già un requisito obbligatorio per definire diagnosi e cura

Cancro. Il “tumor board” è già un requisito obbligatorio per definire diagnosi e cura

Gentile direttore,
abbiamo letto con molto interesse l’articolo “I tumori si vincono con un gioco di squadra, il tumor board è la nuova frontiera nella lotta al cancro” pubblicato su Quotidiano Sanità del 13 settembre. Nell’articolo viene riportata la proposta dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro cuore, sede di Roma, dove si sottolinea la necessità che tale approccio divenga una realtà diffusa in tutti i centri oncologici del paese, auspicando che in futuro le squadre multidiciplinari di specialisti entrino a far parte dei LEA.

Pensiamo sia corretto far presente che fortunatamente nel nostro Paese ciò già avviene nella grande maggioranza dei casi per la cura del tumore al seno.
A questo proposito si rimanda proprio all’8° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici di FAVO pubblicato nel 2016, dove nel capitolo 5 si racconta quale è lo stato nei centri di senologia in Italia, ricordando fra l’altro che questa organizzazione di cura del tumore al seno è nata per tutta l’Europa a Firenze nel 1998.

A parte le azioni messe in atto a questo proposito dal Parlamento Europeo, si fa presente come il nostro Parlamento, già dal 2003, abbia avuto a cuore la necessità di garantire, a tutte le donne affette da tumore al seno, il diritto ad essere curate in una rete di centri di senologia certificati e interdisciplinari che soddisfino standard di qualità ed efficacia della cura.

Nel giugno 2014 il Gruppo di Lavoro per la definizione di specifiche modalità organizzative ed assistenziali della rete delle strutture di senologia del Ministero della Salute ha elaborato il manuale sulle “Linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei Centri di Senologia”, che è parte integrante della intesa sancita il 18 dicembre 2014 fra Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, nella quale si impegnano a recepirne i contenuti tecnici e il percorso della assistenza alla paziente affetta da tumore al seno entro 6 mesi dalla stipula.

Più recentemente nel 2017 il Centro di Senologia, come modello assistenziale, è entrato a far parte dei Livelli Essenziali di Assistenza (Gazzetta Ufficiale n° 65 supplemento ordinario n°15) e del documento Stato – Regioni sulle reti oncologiche n°59 del 17/04/2019.

122 Centri di Senologia che operano sul territorio nazionale e che trattano l’84% dei nuovi casi di tumore al seno fanno parte dell’Associazione Senonetwork Italia (www.senonetwork.it) nata a marzo del 2012 con lo scopo di promuovere il trattamento della patologia della mammella in Italia in centri dedicati che rispettino i requisiti europei per offrire a tutte le donne pari opportunità di cura:- incentivando i contatti tra i centri di senologia per creare una rete di strutture sanitarie e di professionisti che operino seguendo delle linee-guida comuni, favorendo la formazione specialistica di tutti gli operatori coinvolti, promuovendo la ricerca clinica, sviluppando un controllo di qualità all’interno dei centri suddetti allo scopo di garantire equità, integrazione, tempestività, appropriatezza delle cure.

21 di questi centri sono certificati secondo i criteri della European Society of Breast Cancer Specialists (EUSOMA).
Il documento di cui all’intesa fra Governo e Regioni definisce il Centro di Senologia come “un modello di assistenza specializzato nella diagnosi, cura e riabilitazione psicofisica delle donne affette da carcinoma mammario dove la gestione del percorso della paziente è affidato ad un gruppo multidisciplinare di professionisti dedicati e con esperienza specifica in ambito senologico”.
 
La discussione multidisciplinare dei casi (tumor board) è già un requisito obbligatorio per definire la diagnosi e cura della paziente nelle diverse fasi della malattia.
 
Inoltre EuropaDonna Italia (Il movimento per la Prevenzione e Cura del Tumore al Seno) che da sempre affianca Senonetwork per lo sviluppo dei centri di Senologia, proprio in collaborazione con ALTEMS, sta per avviare un corso di Alta Formazione dal titolo “Management del terzo settore – advocacy e strumenti gestionali per chi opera in ambito salute- focus sul volontariato nei centri di senologia”.
Si tratta di una iniziativa dedicata alle Associazioni di volontariato, presenti nei centri multidisciplinari di senologia, affinché ottengano la consapevolezza del loro “peso specifico” all’interno della struttura in cui operano.

In conclusione vorremmo tranquillizzare i firmatari dello Statement riportato nell’articolo di Quotidiano Sanità, ma soprattutto le pazienti affette da tumore al seno perché fortunatamente nel nostro paese ormai da molti anni, ancor prima che in Francia, vengono curate secondo il modello da loro auspicato.

Concordiamo sul fatto che il lavoro di squadra non è ancora completamente diffuso (poco meno del 20% delle donne italiane con tumore al seno sono trattate in ospedali con una soglia di attività inferiore a quella prevista), ma è auspicabile che altre patologie di organo possano far riferimento al modello adottato per la patologia della mammella nel nostro Paese fin dai primi anni 2000 e probabilmente anche sin dalla fine degli anni settanta, grazie alla Forza Operativa Nazionale sul Cancro della mammella (FONCaM) fortemente voluta da Umberto Veronesi.
 
Il Comitato Direttivo di Senonetwork 

Comitato Direttivo "Senonetwork"

15 Settembre 2019

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