Carenza medici. Dove sono stati in questi anni i responsabili politici della sanità pubblica?

Carenza medici. Dove sono stati in questi anni i responsabili politici della sanità pubblica?

Carenza medici. Dove sono stati in questi anni i responsabili politici della sanità pubblica?

Gentile Direttore,


alcune riflessioni a proposito della carenza dei medici: prima si creano i problemi poi ci si lamenta dei risultati. Carenza di personale medico e introduzione da qualche anno del numero chiuso per l’accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia e alle Scuole di Specializzazione: difficile non riconoscere un chiaro rapporto di causa – effetto.
 
Il numero chiuso con la ovvia limitazione delle iscrizioni a Medicina fu a suo tempo motivato con l’intento di assicurare agli studenti una adeguata formazione: il “non detto” però ci riporta alla volontà degli stessi medici “affermati”, e forse anche un po’ “baroni”, di mantenere una posizione, per così dire, di “monopolio”, evitando che si verificasse un’eccessiva disponibilità di “mano d’opera”. A tal fine è anche cominciata la ridicola campagna dell’eccesso di medici sul territorio italiano. Sarà bene chiarire che ciò non si è mai verificato. Medici disoccupati che non svolgevano alcuna attività non ne ho mai conosciuti. Medici che lavoravano gratis o sottopagati ne ho conosciuti molti.

Non contenti di ciò si introdusse il numero chiuso anche per le scuole di specializzazione. Accompagnato poi dal requisito del relativo diploma di specializzazione per la partecipazione ai concorsi pubblici del SSN, mentre in precedenza erano sufficienti la Laurea in Medicina e Chirurgia e l’Esame di Stato, con cui si veniva abilitati all’esercizio della professione medica. La Specializzazione Universitaria serviva per la progressione di carriera, mentre si acquisiva anche una grande esperienza clinica durante la pratica lavorativa.

Queste le premesse; ma dove sono stati in questi anni i responsabili politici della Sanità Pubblica?

Ci si accorge all’improvviso del danno provocato, aggravato da anni di blocco del turn over (con con seguente emorragia di Specialisti che cercano adeguata collocazione all’estero), dall’ondata dei dovuti pensionamenti senza però sostituzioni, dalla fuga di professionisti da posti pubblici, clamorosamente mal pagati, verso più accoglienti strutture private e/o convenzionate.

L’attuale Governo ha pensato di porre “una toppa” a questo problema inserendo nelle strutture sanitarie gli specializzandi del quarto e quinto anno. Sorge spontanea una domanda: gli specializzandi sono in grado di fare diagnosi e interventi terapeutici corretti? Se sì dovrebbero essere assunti regolarmente; se no non si dovrebbe poterli inserire nell’attività assistenziale e soprattutto nei turni di guardia che comportano l’assunzione diretta di gravi responsabilità.
 
Bisogna poi sottolineare un aspetto fondamentale della questione, cioè che l’insieme di queste scelte sconsiderate mette in discussione due diritti fondamentali: quello dei giovani a cimentarsi liberamente nell’ambito di studi e professionale per il quale si sentono più portati e quello dei cittadini a vedere adeguatamente tutelata la propria salute.
 
Dr.ssa Albarosa Raimondi
Medico chirurgo 

27 Giugno 2019

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