Carenza medici. Quanta improvvisazione…

Carenza medici. Quanta improvvisazione…

Carenza medici. Quanta improvvisazione…

Gentile Direttore,
in Italia mancano i medici? Giorni fa l’ultimo articolo di “La Repubblica” di ieri che lanciava l’ennesimo allarme sulla carenza dei medici negli ospedali (oramai una vera psicosi, come viene definita da Ivano Giacomelli ). Alcune semplici considerazioni. L’Italia ha un buon sistema sanitario nazionale che garantisce un’aspettativa di vita tra le più alte del Mondo, nonostante ciò spende meno rispetto a molti paesi europei e rispetto alla media OCSE, purtroppo la tendenza a risparmiare sulla sanità non si è arrestata nemmeno con il governo del cambiamento.
 
Quanti medici attivi abbiamo? L’Italia sfiora i 400 medici per 100.000 abitanti e si pone al nono posto tra gli Stati membri dell’UE secondo gli ultimi dati EUROSTAT, quasi simili alla Germania e sopra la Francia e il Regno Unito.
E’ in atto una transizione del contesto demografico ed epidemiologico delle patologie (un qualunque medico preparato l’identificherebbe): l’allungamento della vita, la sopravvivenza a patologie gravi che spesso richiedono cure mediche costanti, la diffusione di patologie croniche che si riacutizzano (la BPCO o lo scompenso cardiaco per citare due esempi), impongono un cambio dell’erogazione dei servizi sanitari, non più incentrato sull’ospedale ma sul territorio.
 
A fronte di questo cambiamento il fabbisogno dei medici va tarato secondo i nuovi modelli assistenziali e non per mantenere aperte strutture ospedaliere fatiscenti che non garantiscono nulla e sono una vera e propria minaccia per chi ci si va a curare. Sempre EUOROSTAT dice che in Italia il rapporto posti letto per 1000 abitanti è 3,6 contro i 2,7 della Svezia, i 2,89 dell’UK, 2,4 del Giappone, 3,2 della Francia (alcune di queste hanno un sistema sanitario migliore del nostro!). Quindi la domanda non è “Come facciamo a tenere aperti gli ospedali?”, ma perché “tenere aperti alcuni ospedali?”.
 
Consideriamo poi i medici che emigrano: ogni anno 1.500 medici se ne vanno dall’Italia, per lavorare in altre realtà più gratificanti e meno stressanti della nostra. In Italia i medici hanno uno stipendio tra i più bassi d’Europa e un rischio denunce tra i più alti: questo la dice lunga sulle motivazioni dell’emigrazione  (dati OCSE 2018).
 
Perché non ci sono medici in PS? Perché subiscono continue aggressioni fisiche e verbali da parte di abitanti beceri e ignoranti, se consultate il conteggio dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” siamo a 51 aggressioni dall’inizio dell’anno solo in provincia di Napoli.
 
Potrei continuare all’infinito ad argomentare le folli posizioni di politici, sindacati e giornalisti scarsamente preparati, ma mi fermo. Chiudo dicendo che con il DL Calabria verranno assunti specializzandi negli ospedali, in particolare nei PS dove la scarsa preparazione del ministro della Salute e di altri politici porta a ritenere che basti un medico laureato per garantire un buon servizio e non uno specialista dell’urgenza. Ai sindacati che stanno sostenendo questa proposta dico che prima hanno contribuito a ridurre il SSN in questo modo (con una gestione irresponsabile) e ora cercano soluzioni sulle spalle dei giovani medici spacciandole per una migliore formazione.
 
Agostino Buonuaro
Dirigente medico in cardiologia

25 Giugno 2019

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