Caro Cavicchi, non siamo venduti

Caro Cavicchi, non siamo venduti

Caro Cavicchi, non siamo venduti

Gentile Direttore,
la stima che nutriamo per Ivan Cavicchi  ci  induce ad una precisazione relativa all' articolo “Ecco perché gli Ordini dei medici devono essere dei “rompi scatole”. Cavicchi evidentemente fuorviato e irretito da informazioni di parte del presidente dell’ordine dei medici di Milano Rossi, si lascia andare a giudizi non consoni a un  uomo di cultura  qual è.
 
Un editorialista, e Cavicchi lo è, di una testata seria, avrebbe dovuto approfondire la situazione dell’Ordine di Milano e non lasciarsi andare a considerazioni offensive, verso la  lista “Noi medici” che si presenta alle   prossime elezioni dell’ordine .
 
Avrebbe  dovuto in altri termini cercare di conoscere le posizioni  della lista suddetta prima di emettere giudizi  e sospette connivenze.
 
Una lista  che, ricca di contenuti,  si contrappone alla gestione bulgara di un sindacato, lo SNAMI che governa da trenta anni l'odine di Milano. E’ gratuita e offensiva l’affermazione che questa lista è connivente ed emanazione della Regione Lombardia, tant’è che all’interno vi sono candidati che si oppongono  alla  recente legge regionale sulla cronicità  e per la quale hanno presentato ricorso.
 
La lista  esprime  posizioni assolutamente autonome.  Certo che Rossi, da incallito sindacalista,  trasforma in connivente con il potere chi non la pensa come lui! Viene da chiedersi quando accuserà la lista “Noi medici”  di appartenenza a poteri occulti e a Massoneria?
 
Mezzucci di chi  non ha argomenti da contrapporre a chi da quasi due anni battaglia  per un ordine moderno, ricco di contenuti socialmente orientato non chiuso in se stesso  a difesa di privilegi di categoria.
 
Quindi per onestà intellettuale Cavicchi dovrebbe dirci se un ordine deve essere usato da chi lo presiede come strumento sindacale, se un presidente di un ordine debba contemporaneamente essere segretario del sindacato  SNAMI, e se 11 su 15 consiglieri devono essere emanazione dello stesso sindacato in cui hanno incarichi dirigenziali.
 
Certo tutto è permesso ma qualcosa stride e  una sindacalizzazione di un ordine non va bene. Usarlo  su alcuni delicati temi come espressione di una, dico una, linea sindacale è per lo meno riprovevole.
 
“Noi medici” non è ruota di scorta di alcuno, certo se il presidente uscente, abile intrattenitore (forse ha contagiato anche Cavicchi),  identifica come filoregionali coloro che la pensano diversamente da lui (abile mossa da politico inveterato) allora non  vale la pena parlarne.
 
Ma se i contenuti delle proposte della lista hanno senso e significato  allora il discorso cambia. Nell’articolo  di Cavicchi si dice in sintesi che gli ordini devono "rompere".
 
Certo, ma per costruire e non per mantenere conflittualità permanenti che non portano a nulla se non ad una enfatizzazione dell’ ego" di chi li conduce.
 
Le nostre proposte sono innovative e costruttive, proposte che Cavicchi non ha  avuto la sensibilità di “visitare”. L’essere etichettati come venduti irrita chi con onestà e abnegazione ha sempre lavorato per il bene dell’ordine e non di altri.
 
Alberto Scanni
Capolista lista NOI MEDICI
 
Giuseppe Bonfiglio
Vice presidente Ordine dei Medici di Milano

26 Ottobre 2017

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