Caso Avastin. Valutazioni di risparmio non possono prescindere dalla sicurezza per il paziente

Caso Avastin. Valutazioni di risparmio non possono prescindere dalla sicurezza per il paziente

Caso Avastin. Valutazioni di risparmio non possono prescindere dalla sicurezza per il paziente

Gentile Direttore,
in merito al dibattito relativo all’utilizzo dei farmaci Lucentis (ranibizumab) on-label e Avastin (bevacizumab) off-label per uso intraviterale per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all’età e di alcune altre retinopatie, desidero segnalare che i due farmaci in oggetto sono molecole differenti anche se entrambe inibiscono il VEGF: Avastin è un anticorpo intero mentre Lucentis ne è un frammento e in quanto tale ha un’emivita più breve, il che significa che è rapidamente eliminato dal circolo sistemico per minimizzare il potenziale di effetti collaterali sistemici. Avastin ha un’emivita sistemica di 20 giorni, rimane quindi in circolo per 20 giorni e ranibizumab solo per 2 ore.

Sul tema della sicurezza esistono numerose evidenze, tra cui studi internazionali indipendenti, che dimostrano che tra i due farmaci ci sono delle differenze importanti dovute proprio alla diversa “biologia” dei trattamenti: Avastin presenta, infatti, un rischio più elevato di effetti collaterali sia a livello locale che sistemico. I dati dello studio CATT hanno mostrato un rischio significativamente superiore del 30% nel totale di eventi avversi sistemici seri con Avastin per via intravitreale rispetto a ranibizumab.
 
Lo studio ha evidenziato inoltre casi di eventi arterotrombotici, emorragie sistemiche, insufficienza cardiaca congestizia, eventi trombotici venosi, ipertensione e morte vascolare, che sono stati più frequenti nei pazienti trattati con Avastin. Comunque, al di là della delicata questione sui farmaci “fuori etichetta” che il caso Lucentis-Avastin continua a sollevare, ritengo opportuno ribadire che la scelta di una terapia dovrebbe essere vincolata ai soli criteri di efficacia e sicurezza ad esclusiva tutela del paziente. Pur comprendendo, infatti, la necessità di bilanciare l’erogazione delle cure da parte del Servizio sanitario nazionale in un contesto economico complesso e al tempo stesso di favorire l’accesso alle terapie a tutti, come medico e oftalmologo credo che semplicistiche valutazioni di risparmio non possano essere i parametri alla base dell’utilizzo di una molecola non autorizzata per una specifica patologia, prescindendo dalla tutela della sicurezza che andrebbe a detrimento della salute dei pazienti.
 
Francesco Bandello
Presidente di Euretina (Società Europea degli Specialisti di Retina)
Professore Ordinario di Oftalmologia Università Vita-Salute San Raffaele e direttore dell’Unità Operativa di oculistica e oftalmologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano. 

05 Marzo 2014

© Riproduzione riservata

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...