Come risollevare un Ssn affannato

Come risollevare un Ssn affannato

Come risollevare un Ssn affannato

Gentile Direttore,
gli autori di questo articolo si sono interrogati su quali leve strategiche possono essere adottate per sostenere efficacemente una sanità pubblica sempre più sotto pressione, valorizzando al contempo il personale. A tale scopo, è imprescindibile promuovere politiche integrate che investono sul benessere lavorativo, sulla formazione continua e sulla crescita professionale degli operatori sanitari. Parallelamente, è necessario sviluppare modelli organizzativi innovativi che incentivano la collaborazione tra professionisti, favorendo ambienti di lavoro motivanti e inclusivi. Solo grazie a un impegno sinergico e una visione condivisa si potrà garantire un sistema sanitario resiliente, capace di erogare assistenza di qualità, sostenibile e in grado di evolversi di fronte alle sfide future.”

Tali strumenti potrebbero includere:

– Task Shifting e Task Sharing: Ridistribuzione e condivisione razionale di compiti tra professionisti sanitari di diversa qualifica e formazione, valorizzando le competenze e favorendo un approccio multidisciplinare e di équipe. Questo permette di estendere l’accesso ai servizi, migliorare la gestione delle malattie croniche e contenere i costi senza comprometterne la qualità.

– Formazione integrata e condivisione delle responsabilità: percorsi formativi che favoriscono momenti di integrazione tra le professioni, favorendo la collaborazione e coordinamento, con una chiara definizione dei ruoli e delle responsabilità, per costruire team pluri-competenti.
Innovazione organizzativa: revisione e ottimizzazione delle prassi cliniche e organizzative, accompagnate da protocolli condivisi e supervisione clinica, che favoriscono la flessibilità, l’efficienza e la sostenibilità del sistema.

– Cultura di collaborazione interprofessionale: promozione di una cultura collaborativa che superi rigidità gerarchica e favorisce il rispetto reciproco e una comunicazione efficace tra medici, infermieri e altre figure professionali, aumentando l’efficacia dell’assistenza.

– Supporto alle nuove figure professionali e ruoli innovativi: implementazione, maggiore riconoscimento e valorizzazione non solo economico ma anche nell’organizzazione del lavoro sanitario di professionisti delle aree infermieristica-ostetrica, tecnico sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione di cui alla legge 251/00 con formazione successiva alla laurea, non solo corsi regionali o master universitari ma anche istituendo specifiche lauree magistrali per professione e non più per area, quali esperti o specialisti abilitati a fornire competenze più avanzate, complesse o specialistiche diverse da quelle previste dal singolo DM istitutivo del profilo professionale, per rispondere meglio alle necessità assistenziali crescenti nel mutato quadro epidemiologico e demografico del Paese.

Tuttavia, l’attenzione degli scriventi è stata orientata in primis al Task shifting e task sharing che rappresentano oggi strumenti concreti per affrontare le difficoltà dei sistemi sanitari moderni. L’oramai cronica carenza di professionisti sanitari in quasi tutti i profili professionali, non solo a livello nazionale ma anche europeo, ci obbliga a ripensare l’organizzazione delle professioni sanitarie stesse. Questa carenza riguarda anche gli studenti universitari che scelgono i corsi di laurea nelle professioni sanitarie; le iscrizioni alla stragrande maggioranza di tali corsi calano, senza contare coloro che scelgono di lasciare il lavoro entro i primi anni di carriera oppure di emigrare in altri Stati.

La carenza di professionisti sanitari, ulteriormente accentuata dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di assistenza per le polipatologie croniche, è particolarmente grave in alcune aree geografiche. Questa situazione ha spinto molti paesi a sperimentare e consolidare modelli organizzativi innovativi. Il task shifting si basa sul trasferimento di specifiche attività da professionisti altamente specializzati a figura con una formazione sanitaria basata su competenze diverse, con ruoli differenziati o complementari. Il task sharing, invece, mira alla condivisione di competenze e responsabilità tra diverse categorie professionali, mantenendo all’interno dell’equipe un solido legame di collaborazione e supervisione.

Le esperienze internazionali hanno mostrato risultati significativi. Nei paesi a risorse limitate, ad esempio, il coinvolgimento di infermieri e comunità sanitarie locali nella gestione dell’HIV e delle terapie antiretrovirali ha permesso di ampliare enormemente l’accesso alle cure, mantenendo risultati clinici sovrapponibili a quelli ottenuti con la gestione medica diretta. Analogamente, nel settore materno-infantile, l’abilitazione di ostetriche e infermieristiche all’esecuzione di procedure di emergenza ha contribuito a ridurre la mortalità e le complicanze. Anche nella prevenzione, grazie al coinvolgimento di figure di prossimità, si sono registrati miglioramenti nella copertura vaccinale e nella gestione dei programmi di screening.

Nei paesi ad alto reddito, il fenomeno ha assunto forme diverse, spesso legate alla creazione o evoluzione di nuove figure professionali, che hanno contribuito a ridurre la lista di attesa e a garantire una maggiore accessibilità alla cura di base e al follow-up, senza compromettere la qualità dell’assistenza.

Un capitolo particolarmente rilevante riguarda le esperienze maturate durante le emergenze sanitarie e le pandemie. Durante la crisi COVID-19, ad esempio, il task shifting e il task sharing hanno consentito la rapida riorganizzazione delle risorse disponibili, ampliando l’offerta di vaccinazioni, test diagnostici e cure domiciliari, oltre a sostenere i reparti ospedalieri sotto pressione. Queste pratiche hanno dimostrato la loro utilità nel garantire flessibilità, resilienza e continuità dei servizi anche nei momenti più critici. Di conseguenza, questi modelli risultano particolarmente adatti a un sistema sanitario che si dovrebbe aprire al territorio, trasferendo la gestione delle cronicità e della riabilitazione alle “Case di Comunità”.

Per quanto riguarda il panorama italiano, nonostante se ne parli da anni e vi siano esempi di task shifting e task sharing tra le professioni sanitarie, il dibattito rimane vivace. Uno degli esempi più significativi è rappresentato dal modello “See and Treat” infermieristico; in questo approccio, gli infermieri, dopo una formazione specifica e secondo protocolli regionali, gestiscono in autonomia i casi a bassa complessità le esperienze pilota in Toscana hanno dimostrato una riduzione dei tempi di attesa, un’elevata soddisfazione dei pazienti e un’efficace risoluzione dei problemi, liberando risorse mediche per altri interventi

Analogamente il modello della c.d. Ambulanza India con personale infermieristico con competenze avanzate adottata n Regioni quali Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia…hanno dato risultati quanto mai positivi.

Un tema attuale riguarda i Tecnici Sanitari di Radiologia Medica (TSRM) e la possibilità per loro di eseguire attività di venipuntura, prodromica alla somministrazione dei mezzi di contrasto nelle indagini radiologiche. Negli ultimi anni, non pochi Ordini professionali e diverse strutture sanitarie private e convenzionate hanno attivato corsi teorico-pratici, facendo riferimento a formatori esperti affinchè anche ai TSRM fosse garantito svolgere questa procedura.

Sebbene, la questione abbia negli anni suscitato un confronto con la categoria infermieristica, oggi tale attività si è progressivamente diffusa tra i TSRM italiani, con ottime ricadute in area radiologia – laddove praticata – in termini di efficacia e efficienza del processo radiologico.

In molti paesi esteri questa è già una consuetudine consolidata, (v. quadro qualifiche europee EQF) mentre in Italia la sua applicazione dipende dalla lungimiranza di dirigenti, decisori e Ordini Professionali che han creduto nella necessaria riorganizzazione delle professioni sanitarie. Un ruolo decisivo è stato svolto dalla FNO TSRM prima dell’applicazione L.3/2018, che ha promosso percorsi formativi strutturati e istituito registri (ELENCHI) di professionisti certificati per questa competenza specifica. Questo modello, costruito con serietà e visione, dovrebbe essere potenziato, seguendo l’esperienza positiva già maturata, piuttosto che essere rimodulato da corsi troppo rapidi e con figure didattiche non pienamente formate sul tema.

Tutto ciò evidenzia come il task shifting e il task sharing, nel contesto italiano e nella logica della crescita e valorizzazione professionale, possono contribuire a migliorare l’accessibilità, l’efficienza organizzativa e la sostenibilità del sistema sanitario. Allo stesso tempo, evidenziano la necessità di regole certe e di una governance condivisa, in grado di garantire qualità delle cure e sicurezza dei pazienti. I risultati incoraggianti suggeriscono di ampliare questi modelli tra le professioni sanitarie.

In prospettiva, l’adozione di modelli basati su task shifting e task sharing dovrebbe essere accompagnata da una revisione dei percorsi formativi, prevedendo fasi iniziali comuni e momenti di integrazione tra discipline, per uniformare la preparazione di base e favorire fin da subito la collaborazione tra le diverse professioni sanitarie. Questo approccio valorizzerebbe la multiprofessionalità e interprofessionalità, condividendo competenze non esclusive e potenziando il lavoro in équipe nei contesti clinici. In sostanza, se l’adozione di questi modelli fosse supportata da una mappatura preventiva delle competenze, da protocolli chiari e da un’adeguata formazione e supervisione clinica, potrebbe rappresentare un’opportunità per affrontare la cronica carenza di personale, migliorare l’accesso alle cure e costruire un sistema più robusto e sostenibile, con team sanitari “pluricompetenti” in grado di rispondere alle future tendenze e alle emergenze impreviste.

Purtroppo in questi ultimi anni si è perso colpevolmente troppo tempo facendo fallire la scelta delle Regioni di dar vita a specifiche intese Stato Regioni per implementare le competenze avanzate e specialistiche delle professioni sanitarie della legge 251/00 nonostante che due erano state già predisposte quella degli infermieri e quella dei TSRM, quest’ultima addirittura condivisa e concertata anche insieme alle rappresentanze dei medici radiologi e dei fisici sanitari che sarebbe dovuto essere il modello per tutte le altre professioni, modello che comunque divenne norma di legge il mitico comma 566, che nessun governo riuscì a cassare e che permise poi alla contrattazione sindacale di prevedere gli incarichi professionali di base, di esperto o di specialista.

Un primo segnale di attenzione di Governo e Regioni per valorizzare realmente la crescita di questi professionisti potrebbe essere quella non solo di implementare i valori economici degli incarichi professionali ed organizzativi nel prossimo contratto con finanziamento extracontrattuale, come si è fatto per l’indennità di esclusività della dirigenza medica e sanitaria, detassando completamente l’importo corrisposto: sarebbe non un costo ma un investimento per la promozione e la tutela della salute individuale e collettiva.

Un sistema sanitario sostenibile si costruisce investendo, infatti, nella formazione e nella valorizzazione dei suoi professionisti.

Saverio Proia

Roberto Di Bella

Danilo Pasini

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

– World Health Organization. Task shifting: rational redistribution of tasks among health workforce teams. WHO, 2008.

– Callaghan M, Ford N, Schneider H. A systematic review of task-shifting for HIV treatment and care in Africa. Human Resources for Health, 2010.

– Fulton BD, et al. Health workforce skill mix and task shifting in low income countries: a review of recent evidence. Human Resources for Health, 2011.

– Maier CB, Aiken LH. Task shifting from physicians to nurses in primary care in 39 countries: a cross-country comparative study. Eur J Public Health, 2016.

– Ball J, et al. Nurse practitioners, physician assistants, and clinical officers: a policy and practice review. Lancet, 2019

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– Infermieristicamente.it. L’infermiere di See and Treat. 2012.

– TSRM-PSTRP. Venipuntura: aggiornamento e corsi di abilitazione. 2024.

– Nursind e Nursetimes. Articoli sul dibattito TSRM e venipuntura, 2023–2024.

– Documento di riferimento del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF): Tecnici Sanitari di Radiologia Medica

Articoli di Saverio Proia sull’argomento pubblicati su QS:

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=108639

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=105647

https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=84695

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=81628

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=79683

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=79681

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=78618

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=75540

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=75064

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=69670

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=69387
https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=59996

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=59828

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=25862

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=22483

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=18331

https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=13388

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=12485

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=11912

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=9494

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=8527

https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=8430

Saverio Proia, Roberto Di Bella e Danilo Pasini

10 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

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