Con la Moratti, continuità o cambio di rotta per la sanità lombarda?

Con la Moratti, continuità o cambio di rotta per la sanità lombarda?

Con la Moratti, continuità o cambio di rotta per la sanità lombarda?

Gentile direttore,
è arrivata la nuova giunta regionale e una nuova responsabile alla sanità, Letizia Moratti (alla quale facciamo auguri di buon lavoro) a poche settimane dallo stop al cosiddetto modello sanitario sperimentale Lombardo, la nota riforma Maroni, grazie a una opportuna decisione del Ministro della Salute, Roberto Speranza e a seguito della valutazione dell’Agenas. Ed ora che succederà? 


 


Per la Federazione Italiana Sindacale dei Medici Uniti-Fismu e l’associazione UMI (Unione Medici Italiani), infatti, serve un passo in più nella direzione opposta al percorso intrapreso in questi anni: si deve chiudere tutta la stagione della privatizzazione dei servizi territoriali, a partire dalla esternalizzazione della gestione della presa in carico della cronicità. Ed è bene ricordare che Fismu e Umi rimangono anche in attesa della decisione in aprile del Consiglio di Stato che potrebbe definitivamente mettere la parola fine a una organizzazione sanitaria strutturalmente sbagliata. 
 
Ma facciamo un passo indietro. Nell’imminenza della verifica della sperimentazione FISMU ed UMI avevano inviato le proprie osservazioni critiche, ma costruttive, frutto della constatazione delle numerose inefficienze emerse nel corso degli anni dall’applicazione della nuova organizzazione sanitaria e già portate all’attenzione della Magistratura Amministrativa (ora in udienza ad aprile al Consiglio di Stato).
 
Tra le tante osservazioni si ricorda:
– La non conformità del modello lombardo alla normativa statale specie per gli aspetti organizzativi della medicina territoriale (Medicina Generale, Preventiva, ecc. …  );
– Dicotomia organizzativa/amministrativa e nella gestione del personale medico tra ATS (Azienda di Tutela della Salute) ed ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale);
– Mancata separazione tra funzioni di governo/programmazione ed erogazione delle prestazioni.
 
Queste osservazioni sono state recepite come prescrizioni correttive da parte del Ministero che unitamente ad altre raccomandazioni, frutto dell’analisi di AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), dovranno essere applicate entro 120 giorni (tempo che ci pare breve). Prescrizioni e raccomandazioni  che si spera, possano recuperare efficienza e legittimità alla Sanità lombarda che ha mostrato i sui grandi limiti nell’attuale emergenza COVID19 sia nell’organizzazione territoriale sia ospedaliera. 


 


Si tratta principalmente di un intervento volto al recupero della normativa statale resasi necessaria per limitare una organizzazione regionale sviluppata in termini troppo autonomistici. In particolare il documento del Ministro richiama al riallineamento al D. Lgs 502/1992 che applica alcuni principi fondamentali del S.S.N.


 


Ma non basta, il riallineamento richiesto dal Ministro, deve andare oltre, deve essere esteso anche sul modello di presa in carico (PIC) dei malati cronici che ha introdotto la figura dei “gestori” con il risultato di realizzare un’anomala privatizzazione della Medicina Generale fuori da ogni norma legislativa e contrattuale. Questa è una inversione di rotta da fare urgentemente per chiudere con la stagione delle esternalizzazioni/privatizzazione dei servizi, dei diritti, della sanità pubblica.


Attendiamo da Letizia Moratti, nuova assessore un cenno: che batta un colpo nella giusta direzione.
 
Francesco Falsetti
Il Segretario Regionale FISMU Lombardia

11 Gennaio 2021

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