Consenso informato, anamnesi del paziente e prescrizione spettano solo al medico

Consenso informato, anamnesi del paziente e prescrizione spettano solo al medico

Consenso informato, anamnesi del paziente e prescrizione spettano solo al medico

Gentile Direttore,
in questo periodo si registrano numerosi dibattiti e prese di posizione sul fenomeno negativo della crescente burocrazia in sanità. Oggetto di riflessione e contestazione è l’aggravio di lavoro per il medico dovuto agli adempimenti burocratici che sottraggono tempo al contatto tra medico e paziente. Una miglior organizzazione e l’utilizzo di personale amministrativo per le pratiche amministrative è auspicabile accanto alla semplificazione che però non danneggi la privacy. 
 
Per quanto riguarda il paziente Il tempo di comunicazione è classificato dalla legge 219/17 come “tempo di cura” e ciò è fondamentale per sviluppare la dimensione empatica che caratterizza il rapporto di fiducia tra il paziente ed il medico. Questo contatto già di per sé, contribuisce alla diagnosi corretta e ad una terapia efficace. Non possiamo non segnalare, quindi, la contraddizione esplicita che si determina nel momento in cui si ventila l’ipotesi di affidare il consenso informato, la raccolta di notizie anamnestiche e la prescrizione a personale sanitario non abilitato a questo compito.


 


Peraltro, se la proposta viene formulata da soggetti appartenenti ad organismi istituzionali, non solo contravviene alle disposizioni di legge in atto, cosa già di per sé piuttosto grave, ma ridurrebbe ulteriormente, in modo inaccettabile, il tempo che il medico deve dedicare al paziente negando di conseguenza la necessità di instaurare un rapporto empatico costruttivo. Inoltre, ci chiediamo su chi ricadrebbe la “responsabilità professionale” per scelte terapeutiche errate dovute dell’acquisizione del consenso informato da parte di chi non ha questo compito ed è ovviamente impreparato per una inadeguata informazione sui rischi insiti nelle procedure che interessano il paziente.
 
“Mettere al centro” l’interesse del paziente mal si concilia con la proposta di contravvenire a norme di legge esistenti e consolidate, togliendo al paziente stesso il diritto di confrontarsi con il medico nel momento più importante e delicato per lui, ovvero quello delle decisioni terapeutiche utili a garantire il suo stato di salute.


 


Ci spaventa una “sanità” nella quale le refertazioni diagnostiche o le scelte terapeutiche possano essere affidate a personale non autorizzato a tale compito. Riteniamo che chi propone iniziative palesemente “contra legem” specie se esponenti delle istituzioni debba essere perseguito e riaffermiamo che gli “atti medici” debbano rimanere tali a garanzia e tutala dei pazienti.
 
Franco Vimercati
Presidente Federazione delle Società Medico-Scientifiche (Fism)

24 Ottobre 2019

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...