Coronavirus, nessuna selezione dei malati nei nostri ospedali

Coronavirus, nessuna selezione dei malati nei nostri ospedali

Coronavirus, nessuna selezione dei malati nei nostri ospedali

Gentile Direttore,
ho seguito con grande interesse il dibattito degli ultimi giorni sul documento diffuso dalla SIAARTI, e vorrei esprimere grande apprezzamento e totale condivisione con quanto espresso dal Presidente FNOMCEO Filippo Anelli. Il documento non può che essere recepito come un grido di allarme: è imperativo che si reperiscano prontamente mezzi e risorse necessari a dare ossigeno a un sistema sanitario già duramente provato da pesantissimi tagli, e che le misure di contenimento dell’epidemia siano rispettate.
 
Situazioni da medicina delle catastrofi non sono accettabili, non ci si deve arrivare, e si sta mettendo in atto ogni sforzo per allontanarne anche solo l’ipotesi.
 
C’è però un aspetto che va assolutamente chiarito, sul quale abbiamo letto affermazioni ambigue: quando i medici, non solo gli anestesisti, decidono di non iniziare o non proseguire cure intensive in persone che non hanno alcuna possibilità di sopravvivenza, o di recupero in condizioni accettabili e dignitose, non stanno applicando i criteri della medicina delle catastrofi, e non fanno questa scelta perché c’è “un solo tubo per due pazienti”. Stanno invece mettendo in atto, e sono scelte a volte difficili, le cure migliori per quel paziente, che non devono essere intensive ma palliative, di vicinanza, conforto e accompagnamento della persona e dei suoi congiunti verso un esito che purtroppo non è più modificabile.
 
Diverso sarebbe invece limitare, a causa della scarsità di risorse, le cure intensive alle persone che hanno migliori possibilità di sopravvivenza e aspettativa di vita ed escludere chi, pur necessitando di queste cure, ha probabilità meno favorevoli.
 
Questo non sarebbe accettabile nel nostro sistema sanitario, e certamente non è questa la prassi quotidiana dei nostri operatori, come ha ricordato il Prof. Fumagalli, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Niguarda, nel suo bell’intervento di oggi.
 
Sembra che nel dibattito di questi giorni qualcuno non abbia fatto distinzione fra evitare accanimento o futilità delle cure, e l’ipotesi di negarle a chi, pur avendo delle possibilità di recupero e guarigione, è più debole e ne ha meno di altri, rischiando di far erroneamente credere che questa sia già la “dura realtà”.
 
Evitiamo di infondere insicurezza nelle persone, generando preoccupazioni e dubbi sul nostro sistema sanitario, ancora forte anche se in difficoltà, e cerchiamo invece di sostenerlo, insieme ai suoi operatori. Seguiamo e diffondiamo le raccomandazioni del Ministero della Salute, informiamoci dalle fonti ufficiali senza dare credito a tutti i messaggi, spesso fake news, che troviamo in rete. E stiamo a casa.
 
Laura Stabile
Compomemte della Commissione Igiene e Sanità del Senato (Forza Italia)

11 Marzo 2020

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