Coronavirus. Smi risponde al Sumai su chiusura ambulatori

Coronavirus. Smi risponde al Sumai su chiusura ambulatori

Coronavirus. Smi risponde al Sumai su chiusura ambulatori

Gentile Direttore,
anche se riteniamo opportuno smorzare la strumentale polemica sollevata sulle vostre pagine dal responsabile regionale SUMAI-Veneto Paganini, “allibito e sconcertato” per il nostro comunicato, ci pare che le sue considerazioni siano frutto di una lettura molto superficiale e tendenziosa. Si formulano così le seguenti dovute precisazioni per dare una forma più accessibile al comunicato.

Il SMI, che rappresenta tutte le anime mediche della sanità, e non solo una piccola parte, ha chiesto di valutare la sospensione delle attività ambulatoriali specialistiche con grande senso di responsabilità al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari in primis e degli utenti, in linea con gli obiettivi definiti dalle ordinanze ministeriali, correttamente citate.

Confermiamo che le prestazioni specialistiche ambulatoriali non hanno in genere carattere di urgenza e sono prestazioni programmabili, quindi differibili, la gran parte, fino alla conclusione del picco epidemico. Estrapolare dall’affermazione “non di assoluta necessità” l’accusa che il nostro sindacato tenderebbe a sminuire l’importanza delle attività specialistiche ambulatoriali è un fatto pesante e assolutamente da rinviare al mittente il quale, probabilmente, nel fare tali dichiarazioni, dimostrava più preoccupazione per la visibilità di SMI e FESPA, ottenuta con argomenti leciti e circostanziati, che per la salvaguardia dei servizi di cui all’oggetto.

Siamo rincuorati in questo dai provvedimenti recentemente presi dalla Regione Piemonte dove da ieri è bloccata l’erogazione delle prestazioni ambulatoriali di classe D e P e dalla Regione Campania che ha sospeso fino al 18 c.m. tutte le attività ambulatoriali specialistiche, “fatte salve quelle recanti motivazioni di urgenza, di dialisi, di radioterapia e oncologico-chemioterapiche”.

Queste situazioni si allineano ad altre sostanziali limitazioni nel mondo sanitario, ma anche civile, che non necessitano di resistenze vaghe e vane, ma di capacità organizzativa, soprattutto delle direzioni regionali e aziendali, che troppo in questi giorni in questo ambito hanno latitato.


 


La proposta del SMI di sospendere le attività ambulatoriali specialistiche non urgenti, che da domani diverrà richiesta, salvaguarda invece il patrimonio prezioso ed intangibile delle professioni sanitarie che sono una risorsa preziosa e insostituibile in questa situazione epidemica. Contribuisce inoltre al contenimento della diffusione del contagio tra la popolazione ottemperando ad obiettivi di salute pubblica attualmente ben più rilevanti che la salvaguardia delle prestazioni ambulatoriali.

Gianniantonio Cassisi
Responsabile settore Specialistica Ambulatoriale Delegazione Trattante Regione Veneto Fespa

Liliana Lora
Segretario Regionale Smi
Veneto

Alberto Pozzi
Responsabile settore Dirigenza Ospedaliera Smi Veneto

06 Marzo 2020

© Riproduzione riservata

La cura non va in vacanza
La cura non va in vacanza

Gentile Direttore,ogni estate il tema dell’abbandono degli animali d’affezione torna, purtroppo, al centro dell’attenzione pubblica. È un fenomeno grave, che non può essere affrontato solo come emergenza stagionale o come...

Pharma: senza una governance che integri l’AI, l’Italia rischia
Pharma: senza una governance che integri l’AI, l’Italia rischia

Gentile Direttore,l'industria farmaceutica italiana ha archiviato il 2025 consolidando il proprio ruolo di primo piano a livello globale, grazie a un valore della produzione di 74 miliardi di euro e...

Suicidio assistito. La relazione terapeutica non si ferma sulla soglia della scelta
Suicidio assistito. La relazione terapeutica non si ferma sulla soglia della scelta

Gentile Direttore,ho letto con attenzione il Position Paper della Società Italiana di Cure Palliative sul rapporto tra cure palliative e suicidio medicalmente assistito, approvato il 5 giugno e pubblicato il...

Infermieri di ricerca: un’occasione da non perdere
Infermieri di ricerca: un’occasione da non perdere

Gentile Direttore,il decreto legislativo n. 67/2026, recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 200 sul riordino della disciplina degli IRCCS, introduce finalmente il riconoscimento della...