Covid: la sanità digitale e la grande opportunità dell’appropriatezza

Covid: la sanità digitale e la grande opportunità dell’appropriatezza

Covid: la sanità digitale e la grande opportunità dell’appropriatezza

Gnetile Direttore
qualche anno fa sono stati pubblicati su QS diversi interventi sul tema dell’appropriatezza e sulla gestione della stessa attraverso il sistema digitate Ermete (A. Camerotto, V.Truppo, R. Mencarelli, I. Cavicchi, et al) grazie ai quali si è sviluppato un interessante dibattito.
Ermete è un progetto di sanità digitale della Regione del Veneto all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) per favorire la trasmissione della conoscenza scientifica e, di conseguenza, il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva.
 
L’idea nasce nel lontano 2004 (Mecosan, UNI Bocconi, Milano) e propone, con gli strumenti dell’Intelligenza Artificiale (IA), una modalità strategica di trasmissione del sapere attraverso indirizzi di prescrivibilità prodotti da un board scientifico autorevole e rappresentativo di tutti gli stakeholders (Mmg, universitari, ospedaieri, istituzioni) che orientino il medico prescrittore, in forma assolutamente libera, ad una corretta prescrizione nell’ambito della Medicina di Laboratorio e replicabile, con opportuni aggiustamenti, in Diagnostica per Immagini, Medicina Trasfusionale ed Anatomia Patologica.
 
Il Sistema era stato sperimentato con successo (riduzione del 30% delle prescrizioni) in due esperienze della durata di 6 mesi che hanno coinvolto più di 200 MMG veneti (Biochim Clin 2012; It J Lab Med 2014; AM J Clin Exp Med 2017…) ed oggetto di due ricerche finalizzate della Regione Veneto di cui l’ultima nel 2013 con 7 AULSS coinvolte, non conclusa, ma che ha prodotto, in numerosi incontri del board scientifico durati circa un anno, 500 indirizzi di prescrivibilità.
 
In questi anni molte sono state le personalità, i professionisti, le Istituzioni nazionali e regionali, le Società Scientifiche che, a vario grado e partecipazione, hanno espresso apprezzamento, si sono prodigate, hanno appoggiato e dedicato il loro tempo ed ingegno a sostegno del progetto; per chi fosse interessato ad approfondire questo tema, si rinvia al sito del Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale e al sito www.quietora.org.
A titolo esemplificativo di sostegno e apprezzamento citiamo, per tutti, il dott. Domenico Mantoan, Direttore Generale della Sanità nella Regione Veneto, Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), ora proposto ai vertici di Agenas.
Il dott. Mantoan, anche in funzione del nuovo ruolo al quale è indicato, con l’expertise di anni sul campo nonché firmatario del progetto Ermete, potrebbe essere artefice, insieme ad altri, della promozione e attivazione di tale disegno sia per la sanità digitale sia ai fini dell’ appropriatezza. La Regione del Veneto, insieme ad altre, è oggettivamente una delle punte più avanzate della sanità digitale e, il FSE ne rappresenta l’aspetto più tangibile.
 
Ermete infatti, pur essendo giunto ad un passo dalla fase conclusiva, non è stato ancora inserito a sistema all’interno del FSE: perché? i tempi non erano ancora maturi o verosimilmente “interessi contrastanti” ne hanno bloccato e continuano a bloccarne l’applicazione?
Noi crediamo che l’esperienza COVID-19 offra l’opportunità di “tracciare una linea” tra il prima e il dopo pandemia per ripartire recuperando le migliori soluzioni di sanità digitale di cui Ermete, con gli opportuni restyling, è già una realizzazione applicabile nelle Regioni con un FSE a buon livello di implementazione.
 
All’attualità sappiamo che ci sono, a causa dei fatti notori, milioni di prestazioni in coda da evadere nei vari CUP regionali e delle ASL italiane. Ci si chiede: “quante di queste sono inappropriate?” 10, 20, 30, 50%? Ogni professionista, ciascuno per la sua branca, ne avrà, sia pure come macrodato, una percezione realistica.
 
Naturalmente non è solo una criticità organizzativa o di “cattiva medicina”, ma anche un problema economico che, nei prossimi mesi, al di là dei prestiti a tasso agevolato o a fondo perduto dell’ Unione Europea, potrebbe generare ingiustificate diseconomie.
 
Ci rivolgiamo quindi a tutte le istituzioni sanitarie del Paese per cogliere le opportunità di questa crisi, perché è il momento di rilanciare il già sperimentato progetto al fine di coniugare, nell’ambito della sanità digitale, buone pratiche organizzative, prescrittive e, soprattutto, economicamente sostenibili.

Massimo Tosini
Sociologo della Salute
Presidente APS “Luigi Minonzio”
Componente Board Scientifico Ermete della Regione del Veneto

07 Giugno 2020

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