Curare la persona: dare gambe a questo obiettivo

Curare la persona: dare gambe a questo obiettivo

Curare la persona: dare gambe a questo obiettivo

Gentile Direttore,
il Presidente della Repubblica allo IEO di Milano ha opportunamente ribadito la necessità che al centro del sistema di cura ci sia la persona. E’ una indicazione che dobbiamo raccogliere non solo per motivi etici ma per la forza delle evidenze, che in questo campo devono costituire un faro per le scelte e le strategie da adottare.

Può sembrare paradossale che in tutti i campi della vita umana la persona viene vista come l’unità di misura delle scelte, il livello che spiega decisioni e comportamenti, il focus delle analisi e degli interventi. La principale eccezione a questa realtà è il campo della cura, che continua ad usare quasi esclusivamente le lenti della biologia per capire la salute, la malattia e gestire la cura.

Ma le scienze biologiche – con tutto il rispetto che dobbiamo avere per un campo che ci ha consentito tanti progressi – non conoscono la categoria “persona” ma solo quella di “organismo”. E’ la psicologia che conosce e studia questa categoria, in relazione soprattutto ai temi del comportamento, delle relazioni, del benessere, della salute e della malattia.

E la Psicologia non lo fa solo in chiave speculativa perché da anni ha adottato il metodo delle scienze, dei trial clinici, degli studi sperimentali, delle indagini epidemiologiche per capire, valutare e misurare sia i propri aspetti di indagine che l’efficacia e l’efficienza dei propri interventi.

I dati prodotti dalle scienze psicologiche non solo trovano sempre più rispondenza con quelli delle discipline biomediche ma spesso sono indispensabili per comprendere i nessi ed avere una visione integrata dell’essere umano. Sono le scienze ad essere separate non la realtà!

L’epigenetica, che ci ha mostrato come il contesto, filtrato dai nostri vissuti soggettivi, modula l’attività genica e la fisiologia, abbiamo i dati sul ruolo della dimensione psichica come mediatrice tra ambiente e organismo e così via. Nella malattia fisica conosciamo il peso dei vissuti soggettivi nella relazione di cura, nella partecipazione alle cure, nella gestione della malattia, nel decorso e nelle complicanze, nei costi sanitari e sociali.

Allora “mettere al centro la persona” vuol dire utilizzare nel XXI secolo la Psicologia e gli Psicologi in modo nuovo e diverso nei contesti di cura, come parte dei team interdisciplinari che – insieme – possono assicurare uno sguardo ed un intervento davvero “integrato” alla persona.
Questo vuol dire anche concretizzare ciò che la legge 3/18 ha sancito, ovvero il pieno riconoscimento dello Psicologo come professionista nel campo della Salute.
 
David Lazzari
Esecutivo CNOP – Past president Soc.Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia

22 Maggio 2019

© Riproduzione riservata

Amanuense benedettino o medico di base?
Amanuense benedettino o medico di base?

Gentile direttore,se il fine è nobile e legittimo, ma la procedura per realizzarlo un po’ meno, il giudice amministrativo la annulla e rigetta il ricorso. Che l’autorità del medico di...

Volontariato e Terzo Settore: non gettonisti, ma attori complementari e non sostitutivi del Ssn nelle nuove strutture territoriali
Volontariato e Terzo Settore: non gettonisti, ma attori complementari e non sostitutivi del Ssn nelle nuove strutture territoriali

Gentile Direttore,ho letto con interesse l’approfondimento del prof. Ettore Jorio dal titolo “Accreditamento sanitario, l’erosione silenziosa che svuota le garanzie pubbliche”, pubblicato nella sezione “Studi e Analisi” di codesto Quotidiano...

Chiamata Chirurgia generale, Università Piemonte Orientale ritira il bando. Vince la trasparenza, un esempio da seguire
Chiamata Chirurgia generale, Università Piemonte Orientale ritira il bando. Vince la trasparenza, un esempio da seguire

Gentile Direttore,l’Università del Piemonte Orientale ha revocato, con decreto rettorale n. 116839 del 14 luglio scorso, il bando di chiamata per un posto di professore associato di Chirurgia generale, a...

J’accuse. Perché solo pochi medici di assistenza primaria vanno nelle CdC e perché i PS scoppiano?
J’accuse. Perché solo pochi medici di assistenza primaria vanno nelle CdC e perché i PS scoppiano?

Gentile Direttore,al di là che la maggior parte dei Medici di Assistenza Primaria (MAP) vogliano continuare a garantire il rapporto di fiducia e la prossimità ad una popolazione sempre più...