Da Fimmg un risveglio “ritardato” sulla continuità assistenziale

Da Fimmg un risveglio “ritardato” sulla continuità assistenziale

Da Fimmg un risveglio “ritardato” sulla continuità assistenziale

Gentile Direttore,
quanto appreso a mezzo articolo, pubblicato su QS dalla Fimmg Ca Campania, a firma della Vice Segretario vicario Ascione, attinente al “Progetto della Fimmg” per la Continuità Assistenziale non solo sorprende per la contraddittorietà delle dichiarazioni rese ma anche per la gratuità delle stesse. Difatti, il predetto Sindacato pur partecipando agli incontri avuti in Regione Campania per la trattativa della stipula del nuovo A.I.R. (a cui la stessa Fimmg spinge per la firma), non ha speso finora una sola parola sulla Continuità Assistenziale durante l’intera contrattazione che è ancora in corso.
 
Ma soprattutto ci si accorge che la Fimmg CA Campania si sia svegliata solo a seguito delle nostre dichiarazioni a mezzo stampa e senza intervenire tramite il suo responsabile regionale, l’unico forse ad averne la legittimità sindacale.

Ad ogni buon conto allo S.M.I. fa piacere comunque questo dolce ma ritardato risveglio da parte della Fimmg sul tema CA, anche se questo Progetto di cui la stessa Fimmg parla, al momento non è stato né annunciato e né presentato in sede di A.I.R., ci si augura che lo facciano presto e che non sia solo un libro dei desideri. Al momento la realtà contrattuale depone per una assenza completa della tematica inerente la CA dai tavoli regionali, sebbene sia lo SMI che altri Sindacati, ad eccezione della stessa Fimmg, l’abbiano sollecitato; infatti, finora non è stata prevista nessuna integrazione strutturata del Servizio di CA nelle annunciate AFT e nessuna indennità telematica per tale integrazione è estata prevista, difatti la predetta indennità al momento è prestabilita per la sola A.P..

Lo S.M.I. si auspica che la CA da sempre considerata la cenerentola della MMG non sia costretta a rientrare a mezzanotte, con la chiusura dei Presidi alle ore 24.00, come si sta tentando di fare.

Lo S.M.I. nel pretendere il dovuto rispetto contrattuale al tavolo delle trattative per i medici della Continuità Assistenziale vigilerà affinché vi sia la necessaria integrazione di tale Servizio con pari dignità nelle istituende A.F.T., come previsto dal Ruolo Unico della Legge Balduzzi, con l’apertura di tutti i Presidi Territoriali (che si ricorda sono presidi pubblici) che dovranno necessariamente essere potenziati e rinnovati per diventare parte integrante delle imminenti A.F.T..

Si attende di conoscere il Progetto CA della Fimmg in quanto finora sconosciuto sia alla parte pubblica e sia agli altri sindacati e ci si augura che non solo esista ma che sia in linea con la Legge Balduzzi.

Lo S..M.I. non tollererà nessun diktat proveniente da parte pubblica e lotterà per il mantenimento territoriale di tutti i Presidi di CA, nel pieno rispetto della Legge Regionale n° 1570/2004, la quale si premette non può essere superata da nessun A.I.R., all’uopo giova ricordare che il Servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica nel territorio) è stato disciplinato con deliberazione di Giunta Regionale del 6 luglio 2004, n. 1570 (pubblicata sul B.U.R.C. n. 43 del 6.09.2004) e con essa è stata definita la relativa dotazione organica; ciò al fine di pervenire finalmente alla stabilizzazione dei precari cronici dell’intera Regione Campania, senza alcuna riduzione della pianta organica, ed a tale scopo si sollecita, ancora una volta, la Regione Campania alla pubblicazione delle ormai stagnanti zone carenti perché il momento delle attese infinite è ampiamente scaduto.
 
Dr. Giovanni Senese
Responsabile Nazionale Sindacato Medici Italiani – Settore Continuità Assistenziale 

15 Dicembre 2019

© Riproduzione riservata

Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare
Senza un ponte tra ospedale e territorio, la riforma resta incompiuta. Internisti pronti a collaborare

Gentile Direttore, la riforma della medicina territoriale è una delle sfide decisive per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Case di Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali operative, telemedicina e assistenza...

La salute mentale e il vuoto delle responsabilità
La salute mentale e il vuoto delle responsabilità

Gentile Direttore,confesso la mia ammirazione per l’impegno e la costanza con cui alcuni psichiatri continuano a portare l’attenzione sui vari problemi della salute mentale, come emerge dai recenti interventi di...

Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”
Lo stallo sul fronte dei medici di famiglia dimostra che la sanità territoriale non può essere “medico-centrica”

Gentile Direttore,il dibattito sul futuro della sanità territoriale in Italia è a un punto di svolta cruciale, segnato da forti tensioni sindacali, frenate politiche e il tentativo di trovare un...

Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono
Sanità territoriale e gli esiti perversi di 15 anni di disinteresse, deficit culturale e abbandono

Gentile Direttore,sembra proprio che il tormentato iter del DL di riforma della medicina territoriale sia stato deviato su un binario morto. Negli ultimi 2 mesi opinion leader politici, accademici, giornalistici...