Ddl Lorenzin. Ai medici chiedo, perché tornare al testo del Senato?

Ddl Lorenzin. Ai medici chiedo, perché tornare al testo del Senato?

Ddl Lorenzin. Ai medici chiedo, perché tornare al testo del Senato?

Gentile direttore,
chiedo ancora ospitalità alla sua rivista per rispondere anzi per chiedere chiarimenti in merito a una delle molte contestazioni ricevute relativamente alle modifiche portate al ddl Lorenzin nel confronto delle quali ho già dato alla presidente Chersevani massima disponibilità a confrontarsi.
 
Ieri, poi, in una commento pubblicato da QS dei leader di Anaao e Cimo Costantino Troise e Riccardo Cassi, si contesta "il disordinato proliferare di professioni sanitarie" e nel contempo si chiede il ritorno al testo del Senato.
 
Questa richiesta è contradittoria perché "il disordinato proliferare"  di professioni  si deve al Senato anzi in parte alla proposta iniziale.
 
Ricordo infatti che il testo Lorenzin del 2013 (2013!!!) già prevedeva la trasformazione  dei collegi in ordini e l'accoglienza dentro l'ordine dei tecnici di radiologi delle altre professioni sanitarie già riconosciute (17) a questo il Senato ha aggiunto il riconoscimento per legge di osteopati e chiropratici.
 
Come già precedentemente spiegato la Camera si è limitata a richiamare l'esistenza già prevista nella 502 dell'aerea socio sanitaria senza riconoscere albi e ordini nuovi anzi ha previsto con emendamento del presidente della Commissione il ripristino della procedura prevista dalla legge 43 .
 
Perché allora sollevare il problema  della moltiplicazione di ordini e professioni ora quando per quattro anni nessuno ha avuto niente da dire!?
 
Perché chiedere il ritorno al testo del Senato quando, come spiegato, su questo punto  non cambierebbe niente?
 
Donata Lenzi
Capogruppo PD in Commissione Affari Sociali della Camera

27 Giugno 2017

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...