Ddl Lorenzin. Fisioterapisti contro le “scorciatoie” per gli osteopati

Ddl Lorenzin. Fisioterapisti contro le “scorciatoie” per gli osteopati

Ddl Lorenzin. Fisioterapisti contro le “scorciatoie” per gli osteopati

Gentile Direttore,
leggiamo con estrema attenzione, le dichiarazioni della Presidente del ROI Paola Sciomachen e, con estrema ratio, ci permettiamo di commentare quello che viene definito “un importante risultato” in merito all’approvazione del nuovo art. 4 della Commissione Affari Sociali della Camera che individua l’osteopatia come professione Sanitaria.

Premesso che, il parere tecnico scientifico del Consiglio superiore di Sanità (CSS), la Conferenza Stato Regioni e successivamente il MIUR, non possono far altro che confermare quanto da noi espresso in svariate occasioni, molte delle quali con note pubbliche.

Considerato che la gestione della formazione, dovrebbe passare alle Università con conseguente e rilevante aumento dei costi e, memori del parere negativo da parte della Conferenza permanente delle classi di Laurea delle professioni Sanitarie, dubitiamo che oggi, possa trovare parere favorevole.

Appurato che, una grande maggioranza dei suddetti professionisti “Osteopati” ed esattamente coloro i quali hanno un titolo pregresso, hanno da sempre espresso il desiderio di rimanere “professione autonoma” anche per le difficoltà legate all’eventuale “riconoscimento” giuridico.

Tutti fattori che, senza entrare nello specifico, ci forniscono quella “tranquillità” che l’iter, troverà a breve uno STOP.

Vede, Paola Sciomachen, noi professionisti dell’Area Riabilitativa riconosciuti dal Ministero della Salute, non siamo contro l’Osteopatia. Ma ci opporremo, senza alcun appoggio di Senatori e/o Ministri, alle “scorciatoie”. A tutte quelle forme (vedi art. 3 bis) in cui, domani un operatore del benessere Reiki, un “riflessologo” e quant’altro possa trovare un’escamotage, sotto copertura di associazione, e divenire “Professione Sanitaria”.

Noi abbiamo scelto la legalità, magari provando e riprovando i test di ingresso, frequentando i corsi di Laurea istituiti dalle Università, frequentando ogni anno decine e decine di corsi di aggiornamento. Alcuni per “obbligo” altri per scelta professionale. Molti di noi hanno due e tre Lauree con specializzazioni in ogni campo della Riabilitazione, pure quella viscerale.

Tanto ci sembrava doveroso aggiungere ad un dibattito che slegato dalla realtà e dal rispetto di norme e leggi, sembra essere sempre di più influenzato dalla difesa di interessi non sempre legittimi.

Francesco M. Bisesi
Dottore in Fisioterapia, Dirigente Spif Ar

21 Settembre 2017

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...