Decreto appropriatezza. Quici (Cimo): “Renzi ascolti le proposte dei medici”

Decreto appropriatezza. Quici (Cimo): “Renzi ascolti le proposte dei medici”

Decreto appropriatezza. Quici (Cimo): “Renzi ascolti le proposte dei medici”

Gentile Direttore,
l’azione congiunta tra le Organizzazioni Sindacali e la Fnomceo ha portato finalmente il Presidente del Consiglio ad intervenire sulla questione finanziamento del Ssn e a dichiararsi disposto ad ascoltare i medici. Probabilmente il Presidente Renzi inizia a comprendere che la questione sanità è arrivata ad un punto di saturazione tale che provvedimenti anche di importanza non prioritaria iniziano a diventare non più tollerati perché trovano un substrato nel malessere di tutto il personale sanitario e dei cittadini italiani che sono costretti, sempre di più, a pagare di tasca propria.
 
Certamente è apprezzabile la proposta del premier di concertare con i medici l’identificazione degli sprechi reali, ma permangono i timori di un'azione tesa semplicemente a "raffreddare" qualsiasi iniziativa che possa trasformarsi in uno sciopero nazionale e un rinnovato patto di alleanza tra pazienti ed operatori sanitari. Di qui la risposta di Fnomceo e dei sindacati, di proseguire la mobilitazione in attesa di fatti concreti.
 
La questione è più ampia di quanto si pensi e la perdita dell'autonomia professionale del medico non può essere relegata solo al discorso appropriatezza o meno delle singole prescrizioni ambulatoriali (vedi colesterolo HDL o esame TAC, ecc.). Nessuno, ad esempio, si pone il problema di cosa succede negli ospedali quando, di fronte ad un sempre più esiguo budget di reparto, i medici sono costretti a rinviare procedure interventistiche per limitazione imposte nell’acquisto di presidi sanitari (ad esempio defibrillatori, protesi, neurostimolatori, ecc.), o di razionare farmaci di nuova generazione particolarmente costosi. Questa é la vera limitazione alla responsabilità professionale di un medico !!
 
Il malessere sta anche nel dover fronteggiare, nei mesi invernali, il problema barelle nei Pronto Soccorso, oppure lavorare per centinaia di migliaia di ore oltre le norme contrattuali, o assumersi responsabilità anche di natura patrimoniale nella gestione virtuale di budget imposti da chi ha l’obiettivo di mettere i ”conti a posto” a prescindere dalla qualità delle prestazioni solo per una riconferma del proprio incarico.

Dobbiamo avere il coraggio di dire a cittadini come stanno le cose. Esiste un problema di sostenibilità del nostro Ssn che richiede delle scelte, esiste una condizione di "impotenza" del Ministero della Salute nei confronti delle Regioni, esiste un problema di spreco di risorse a causa di un federalismo troppo autonomo e “spendaccione” ed esiste un problema sulle professioni sanitarie che va risolto senza minare la vera autonomia diagnostico terapeutica del medico.

Ed allora il Presidente Renzi, se davvero ha a cuore il Ssn, deve innanzitutto inserire in agenda la questione sanità, ascoltare quanto i medici hanno da proporre, sostenere la modifica del Titolo V della Costituzione e rivendicare la centralità dello Stato nelle scelte in materia di sanità.
 
Guido Quici
Vice Presidente Vicario Cimo

28 Settembre 2015

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