Deroga iscrizioni all’Albo. Perché gli infermieri sono stati zitti?

Deroga iscrizioni all’Albo. Perché gli infermieri sono stati zitti?

Deroga iscrizioni all’Albo. Perché gli infermieri sono stati zitti?

Gentile Direttore,
approfitto dell’ospitalità di Quotidiano Sanità per fare una domanda agli infermieri. La vicenda della possibile “sanatoria” proposta con l’emendamento 41- bis, poi cassata dalla Commissione Bilancio, ha visto intervenire, anche su queste pagine, quasi tutte le professioni sanitarie. Nessun commento da parte degli infermieri.
 
Ci si aspetterebbe che una professione così importante e non solo numericamente, intervenga e prenda posizione su questioni di principio e di tutela del cittadino in ambito sanitario.
 
Questo atteggiamento, per altro non nuovo, fa il paio con la vicenda del manifesto “no all’equipollenza”. Manifesto che è stato fondamentale per ottenere l’abrogazione dell’equiparazione tra la Laurea in Scienze Motorie e quella in Fisioterapia e che venne sottoscritto, infermieri esclusi, da tutte le professioni sanitarie, medici compresi, dalle Organizzazioni di tutela del cittadino in ambito sanitario nonché da quelle sindacali.
 
Avendo, all’epoca, la delega su questa delicata materia ricordo di aver invitato l’allora Presiedente dell’Ipasvi Annalisa Silvestro a sottoscriverlo. La risposta, dopo una valutazione in Comitato Centrale, fu negativa in quanto gli infermieri non si sentivano direttamente coinvolti.
 
Oggi, con la Fnopi, la storia si ripete e mi chiedo se questo sia una scelta della dirigenza o l’ espressione del pensiero di tutta la categoria.
 
Mi piacerebbe capirne di più anche perché ritengo che, la qualità dei servizi sanitari, dipenda molto dalle scelte di questa professione che, se si isola, finisce per consolidare rigidità e resistenze al cambiamento.
Mi rivolgo, per tanto, a chiunque voglia intervenire per chiarirmi le idee. Grazie.
 
Mauro Gugliucciello
Fisioterapista in Udine

28 Novembre 2018

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