Educatori professionali. Il rischio di spaccare la categoria

Educatori professionali. Il rischio di spaccare la categoria

Educatori professionali. Il rischio di spaccare la categoria

Gentile Direttore,
un emendamento del PD alla manovra, approvato in Commissione Bilancio, non solo non produrrà i risparmi ventilati ma porterà paradossalmente a mancate entrate per lo Stato, inserendo nei servizi Educatori Professionali e creando una vera scissione all’interno della categoria già di per sé frammentata, determinando Educatori Professionali di serie A e di serie B che opereranno, non si capisce con quali differenze di funzione.
 
Per giustificare l’ennesimo schiaffo ai professionisti esercenti la professione, il gruppo del PD ha creato ad arte, un falso allarme licenziamenti per la categoria con il conseguente obbligo oneroso per lo Stato di dover corrispondere il TFR a questi professionisti.
 
L’emendamento proposto andrebbe a correggere quanto contenuto nella precedente legge di Bilancio nel comma 594. Il cavallo di Troia creato ad arte dall’opposizione è per giunta in antitesi con il comma 599 della stessa legge che aveva già di per sé scongiurato la perdita di lavoro per gli esercenti la professione.
 
Lo stesso emendamento contrasta poi con la normativa vigente dettata dalla Legge 3/2018 ove chiede agli Educatori professionali l’obbligo dell’iscrizione all’Albo e all’Ordine FNO TSRM PSTRP. L'emendamento sopra riportato chiede di inserire gli Educatori Professionali socio-pedagogici anche all’interno del settore sociosanitario, andando in contrasto con le norme che prescrivono per questo di dover avere un titolo abilitante all’esercizio della professione e l'iscrizione all'Albo come già prescritto per gli Educatori Professionali di cui al DM520/98.  
 
Per chiarire, i titoli riconosciuti all’Educatore professionale sociopedagogico ad oggi, non sono assolutamente abilitanti e riconducibili alla 520/1998. Si crea quindi uno scenario apocalittico per l’esercizio professionale ove si rischia l’esercizio abusivo della professione in assenza di una norma che riconduca tutta la costellazione di titoli rilasciati ad una figura unica.
 
Stupisce anche il ruolo della Maggioranza nel non aver vigilato sugli emendamenti presentati e votati, visto che un altro emendamento dello stesso tenore presentato dall'onorevole Lorefice del Movimento Cinque Stelle non era stato accolto.
 
Per queste ragioni l’Associazione nazionale Educatori Professionali (Anep)  chiede l’immediata soppressione dell’emendamento in sede di votazione alla Camera e al Senato e auspica che gli educatori attualmente in servizio entrino nell'albo professionale previsto dalla Legge 3/2018, previo percorso compensativo laddove necessario e superamento di prova abilitante da svolgersi presso l'Ordine TSRM-PSTRP.
 
Nicola Titta
Presidente nazionale ANEP-Associazione nazionale Educatori Professionali

07 Dicembre 2018

© Riproduzione riservata

“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.
“Hai la diarrea? Vai alla Casa della Comunità!” Slogan rischioso per una giusta campagna promozionale delle nuove strutture territoriali.

Gentile direttore, la Regione Liguria, non si sa ancora quanto efficacemente, ha fatto un manifesto in cui campeggia a grandi lettere maiuscole la scritta ”Hai la diarrea? Vai alla Casa...

In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto
In sanità il vero errore è confondere l’uguaglianza con l’indistinto

Gentile Direttore, nel dibattito che accompagna il rinnovo del contratto della sanità pubblica torna con insistenza una tesi che merita qualche riflessione: quella secondo cui il riconoscimento economico delle specificità...

L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna
L’illusione del “senza coordinamento”: perché il middle management infermieristico è il vero motore della sanità moderna

Gentile Direttore, la gestione dello skill mix, il benessere organizzativo e la sicurezza delle cure non si autogestiscono. Destrutturare la figura strategica del coordinatore è una deriva disfunzionale che mina...

Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo
Il contratto della sanità e i frutti avvelenati del neocorporativismo

Gentile Direttore, le differenze retributive tra infermieri, tecnici sanitari, OSS e personale amministrativo non nascono con l’ultimo CCNL. Sono il risultato di anni di interventi legislativi disorganici e settoriali, sollecitati...